LETTO PER VOI: LA CURA, SE IL CANCRO DIVENTA UNA PERFORMANCE GLOBALE

E’ forse il libro più interessante degli ultimi anni, perché racconta come due persone, Salvatore e Oriana, abbiano reso un fatto privato come il cancro di lui, una performance planetaria. Un libro straordinario e un viaggio nella malattia diverso da tutti i blog che di malattie possono essere stati scritti. Salvatore Iaconesi inciampa nella malattia e nel suo sistema, diventa paziente e vive una esperienza che non gli piace, entra in un sistema burocratico fatto di procedure che non prevede il suo parere. Allora lascia l’ospedale contrariamente al consiglio dei medici e decide il proprio percorso. Fa qualcosa di semplice e rivoluzionario insieme: mette in linea la sua cartella clinica e le immagini del suo cancro, lo hackera, craccando i programmi di lettura dei file sanitari e lo diffonde in tutto il mondo con una richiesta, che chiunque voglia apporti un contributo, una ricetta, una lettura, uno studio, una ricetta di cucina, un sistema architettonico, qualsiasi cosa che delinei un modo umano e personale di curarsi e possibilmente guarire. Un esperimento sociale che in poche settimane ha travalicato i confini italiani per essere raccontato in tutto il mondo. E poi il libro, edito dai tipi di Codice, editore che si rivela ogni giorno più brillante e lungimirante, un libro fatto di parole ma interattivo che riporta ad una serie di workshop, di strumenti di comprensione e partecipazione perché La Cura non è un esperimento sul cancro ma sulla medicina, la politica, l’antropologia, la società, la psiche. La performance che propone La Cura (e che potete seguire sul sito omonimo) apre orizzonti differenti in grado di cambiare le strutture di potere e che rispecchia l’impatto di una mente intellettualmente vivace come quella di Salvatore con un sistema che lo rende solo un corpo in un camice o il numero di un letto. Alla faccia dell’umanizzazione delle cure, della medicina partecipata e del paziente al centro di cui si fregiano tutte le campagne di sensibilizzazione di aziende e associazioni. La dura denuncia di Salvatore è che le strutture sanitarie abbiano perso di vista l’essere umano e di rappresentare un sostegno per chi in un momento critico abbia bisogno di attenzione e tenerezza. Salvatore si rasa i capelli, indossa i suoi anfibi e sceglie per sé un percorso diverso, rivoluzionario in cui sceglie la visibilità al pudore della diagnosi e si rifiuta di comportarsi da malato che ‘aspetta’. Prende in mano la diagnosi, stampa l’immagine del suo cancro, la sua compagna Oriana lo ‘battezza’ con un nome e lo trattano come una opportunità di capire e cambiare le cose. La Cura è quindi la storia di un esperimento biopolitico planetario a cui chiunque può contribuire. Per la cronaca, Salvatore a tre anni dalla diagnosi è stato operato e sta bene. Se volete partecipare al progetto: la-cura.it

Salvatore Iaconesi – Oriana Persico

La Cura

Codice Edizioni

2016

Pp 346