DEPRESSIONE E DISTURBO BIPOLARE, NON CI SONO SOLO I FARMACI E LA PSICOTERAPIA: C’E’ ANCHE LA PREVENZIONE

Depressione e disturbo bipolare si possono curare con trattamenti non solo farmacologici e psicoterapeutici. Se ne è discusso il 23 e il 24 giugno in un meeting all’Università Cattolica di Roma. Al via nel Policlinico “Agostino Gemelli” anche l’ambulatorio integrato tra neurologia e psichiatria dedicato alle persone con questi disturbi.

Le persone con disturbi affettivi, caratterizzati da una complessità di sintomi che interessano le energie, lo stato d’animo, il pensiero e il fisico con i suoi ritmi fisiologici del sonno, dell’appetito e della sessualità costituiscono un costo non solo in termini di spesa sanitaria, per il conseguente consumo di farmaci e numero di ospedalizzazioni, ma anche da un punto di vista sociale, lavorativo e personale con conseguenze negative sulla qualità di vita. È per discutere e approfondire questo rilevante problematica medica dai profondi risvolti sociali che il 23 e il 24 giugno 2016 si è tenuto il  meeting “Terapie dei disturbi affettivi” promosso dalla Scuola di Specializzazione in Psichiatria dell’Università Cattolica di Roma. È possibile curare la depressione e il disturbo bipolare con trattamenti non farmacologici e non psicoterapeutici, che magari si affianchino a questi potenziandone l’effetto e anticipandone l’esito? A questa e ad altre domande hanno risposto i neurologi e gli psichiatri di varie università italiane presenti al meeting. In occasione dell’incontro è stata presentata l’attività ambulatoriale per il trattamento con stimolazione magnetica od elettrica transcranica delle persone con disturbi dell’umore in fase di avvio al Policlinico Universitario A. Gemelli. L’attività ambulatoriale, che sarà svolta in forma congiunta tra i Servizi di Psichiatria e di Neurologia del Gemelli, è incentrata sulle terapie somatiche dei disturbi dell’umore.

Il convegno intende presentare i presupposti scientifici e i dati clinici su di esse, cercando anche di stabilire alcuni punti fermi sulle procedure, le indicazioni, le controindicazioni, le associazioni  e le aspettative di cura di tali terapie. “Si tratta di terapie – spiega il coordinatore del convegno Luigi Janiri, direttore della Scuola di Specializzazione in Psichiatria dell’Università Cattolica e Direttore dell’UOC di Psichiatria del Gemelli – basate comunque sul corpo e sul cervello: alla maggior parte delle persone verrebbero in mente alcune pratiche terapeutiche che rivestono solo un ruolo storico. In realtà crescenti e recenti evidenze scientifiche indicano una efficacia sui disturbi affettivi, in comorbilità o meno con altri disturbi, di trattamenti di neurostimolazione magnetica ed elettrica non invasive, di stimolazione cerebrale profonda e del nervo vago, di terapie basate sulla luce e sulla riorganizzazione del ritmo sonno-veglia”.