E’ ITALIANO LO STUDIO CHE HA VALUTATO AUMENTO DI PESO DOPO TUMORE AL SENO COME MALNUTRIZIONE

Siamo abituati a pensare alla perdita di peso involontaria, alla magrezza come alla conseguenza di una malattia oncologica. Invece esiste una forma di  malnutrizione per ‘eccesso’, frequente nelle donne che hanno avuto un tumore al seno ed è correlata ad aumentato rischio di recidiva ossia che il tumore ritorni. Le donne sopravvissute al cancro al seno tendono a guadagnare massa grassa e perdere massa magra (muscolare) con un effetto chiamato ‘obesità sarcopenica’. L’aumento di peso è comune durante il primo anno successivo alla diagnosi di cancro al seno, soprattutto nelle donne che ricevono la ‘terapia adiuvante’ per evitare ricadute. In uno studio di Goodwin et al.  (ii) l’84% delle pazienti affetti da tumore al seno hanno guadagnato peso in misura variabile tra 2,5 e 6,2 kg.

L’aumento della massa e del grasso corporei alla diagnosi del cancro al seno sono stati associati a un innalzamento del rischio di ricorrenza della malattia e di riduzione della sopravvivenza, così come sottolineato da Irwin nell’HEALTH Study. (iii) Uno studio dello stesso gruppo ha preso in considerazione l’attività fisica svolta nell’anno precedente e due anni dopo la diagnosi: rispetto alle donne inattive, quelle che aumentavano il movimento dopo la malattia avevano un rischio di morte inferiore del 45%, mentre quelle che diventavano sedentarie lo vedevano aumentare di 4 volte (vi).

“Le alterazioni dello stato nutrizionale sono un predittore indipendente di aumentata morbidità e mortalità nel malato oncologico. La perdita di peso e di massa muscolare inducono un maggiore rischio di tossicità da chemioterapia. Mentre la malnutrizione per eccesso è un evento frequente nelle donne trattate per neoplasia mammaria e rappresenta un fattore di rischio per sindrome metabolica e per recidiva di malattia (iv)” spiega Muscaritoli “Eppure la consapevolezza della prevalenza e delle conseguenze negative della malnutrizione nel malato oncologico è ancora molto scarsa sia tra gli operatori sanitari, (v) che tra i pazienti. Screening e valutazione nutrizionale devono entrare a far parte della valutazione multidimensionale del malato oncologico, durante tutto il percorso terapeutico, ‘attivo’ e ‘palliativo’”.

 

PreMiO, acronimo di Prevalence of Malnutrition in Oncology, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivistaOncotarget e ha mostrato in maniera incontrovertibile che malnutrizione, anoressia, perdita di appetito e di peso sono comuni nei pazienti con cancro sin dalle prime fasi della malattia e rilevabili già alla prima visita oncologica.

Lo studio PreMiO per la prima volta ha messo a fuoco lo status nutrizionale di quasi 2.000 pazienti italiani in occasione della prima visita oncologica in 22 unità di oncologia nazionali, svelando dati e retroscena inediti per ciò che riguarda i tipi di cancro che influenzano la malnutrizione con perdita di peso e scarso apporto di nutrienti essenziali.

Il calo ponderale non intenzionale è un marcatore di malnutrizione o di rischio di malnutrizione. Alla prima visita medica oncologica, il 65% dei pazienti in studio presentava un calo ponderale nei 6 mesi precedenti; il 28,4% aveva perso oltre il 10% del peso corporeo; il 36,2% il 5-10% e il 35,4% aveva perso <5%.

Del campione preso in esame il 51,1% mostrava un grado di compromissione nutrizionale variabile, di questi il 42,4% era a rischio di malnutrizione e il 9% era già francamente malnutrito.

  1.                          Muscaritoli M et al., Prevalenza della malnutrizione nei pazienti alla prima visita medica oncologica: studio PreMiO, Oncotarget, 2017, Vol. 8, (No. 45), pp: 79884-79896