EPATITE C: CONOSCERLA PER EVITARLA

L’epatite C colpisce circa l’1,1% della popolazione mondiale e 80 milioni sono gli individui infetti.  A questi si aggiungono circa 1.2 milioni di nuove diagnosi ogni anno, cui potrebbero aggiungersi ulteriori 1.6 milioni di nuove infezioni non diagnosticate. In Italia la percentuale di infetti non è nota ma si stima che le diagnosi siano circa 300mila, i nuovi casi sono circa 1.200 ogni anno. L’Italia ha il triste primato in Europa per numero di soggetti HCV positivi. Le regioni del Sud sono le più colpite: in Campania, Puglia e Calabria, per esempio, nella popolazione ultra settantenne la prevalenza dell’HCV supera il 20%12.

E’ un’infezione di solito silente ma si manifesta quando arriva allo stadio di cirrosi, fino 20 o 30 anni dopo il contagio. La guarigione spontanea avviene in circa il 20% dei casi, ma in circa 80% può cronicizzare e trasformarsi in una patologia di lunga durata o condurre alla cirrosi, condizione grave che può portare a sviluppare insufficienza epatica e tumore del fegato. La malattia è diffusa in tutto il mondo e i paesi con i più alti tassi di infezioni croniche sono Egitto, Pakistan e Cina. La strategia adottata nel maggio 2016 dall’Organizzazione Mondiale della Salute prevede di trattare con gli antivirali entro il 2020 8 milioni di persone. Entro il 2030 ridurre del 90% le infezioni, ridurre del 65% i decessi.

A CHE PUNTO SIAMO

Risale a circa due anni fa l’arrivo, in Italia del primo farmaco innovativo anti-HCV in grado di eradicare il virus. Oggi sono disponibili diversi tipi di antivirali innovativi e altri ancora sono i fase avanzata di sviluppo. Gli altissimi prezzi inizialmente previsti dalle aziende (circa 70mila euro a trattamento), hanno portato i   decisori politici a prevederne l’utilizzo solo per casi di pazienti con fibrosi in stato avanzato (3 e 4). Sulla base di questi criteri i pazienti eleggibili al trattamento antivirale sono risultati essere circa 160-180.000. Nel giro di due anni ne sono stati trattati oltre 60.000, secondo dati Aifa.

Non in tutte le regioni si è proceduto di pari passo. Ad oggi appena cinque, anche in funzione dell’ampio numero dei residenti, detengono una quota pari al 60% dei trattamenti : Lombardia, Campania, Puglia, Lazio e Sicilia. In queste settimane l’Aifa sta di nuovo negoziando i prezzi dei farmaci con le aziende, e secondo le stime, i prezzi potrebbero scendere al punto tale da consentire, secondo quanto affermato dallo stesso ministro della Salute Beatrice Lorenzin, “di trattare fino a 50.000 pazienti l’anno”, arrivando quindi in breve tempo a curare tutti i casi di fibrosi 3 e 4 (molto gravi) e lasciando così spazio nelle liste anche ai casi di fibrosi 1-2. Per far sì che accada però è necessario però rimodulare i criteri di eleggibilità ai trattamenti oggi previsti.

COME PREVENIRE IL CONTAGIO

L’infezione avviene per trasmissione, solitamente attraverso il sangue: aghi e siringhe in ambienti sanitari, uso di droghe, più raramente da madre-neonato e per via sessuale. Si tratta di un problema rilevante per la sanità pubblica, a causa della frequenza, del molto sommerso che costituisce fonte di contagio, e dell’elevata percentuale di cronicizzazione dell’infezione, che può portare a danni epatici più severi. Dal momento che non è disponibile un vaccino anti-HCV, le uniche misure di prevenzione realmente efficaci sono rappresentate dall’osservanza delle norme igieniche generali, e dall’adozione di corretti comportamenti come usare il preservativo nei rapporti sessuali a rischio,evitare lo scambio di oggetti personali, quali spazzolino da denti, forbicine, rasoi, tagliaunghie, siringhe riutilizzabili;  in caso di tatuaggi, fori alle orecchie o piercing, accertarsi del rispetto delle condizioni igieniche dei locali in cui vengono eseguiti e pretendere l’uso di aghi usa e getta.

LE ASSOCIAZIONI DELLA RETE ‘SENZA LA C’

ANED Onlus – Associazione Nazionale Dializzati e Trapiantati: Fondata nel 1972, rappresenta i malati renali: in Italia ci sono circa tre milioni di persone con una malattia renale iniziale, oltre 50.000 malati in dialisi, 9.000 in lista di attesa di trapianto d’organi e 30.000 trapiantati.  Email: segreteria@aned-onlus.it

EPAC Onlus: Conta circa 40.000 iscritti è socio della ELPA (Federazione Europea delle Associazioni Malattie del Fegato) e membro fondatore di ACE (Alleanza Contro l’Epatite). Promuove in Italia le attività della Giornata Mondiale dell’Epatite. Email: info@epac.it

FEDEMO – Federazione delle Associazioni Emofilici Onlus: Fondata nel 1996 riunisce tutte le 32 Associazioni territoriali che nel nostro Paese tutelano i bisogni sociali e clinici delle oltre 8000 persone affette da Malattie Emorragiche Congenite (MEC) e delle loro famiglie. Email: segreteria@fedemo.it

ISOLA DI ARRAN: Nata nel 1996 intorno all’esperienza del giornale di strada “Polvere” e del gruppo di auto-mutuo-aiuto autogestito “Fluxo”, lavora nel campo delle persone che usano droghe, promuovendo il recupero di tossicodipendenti. Email: isoladiarran@gmail.com

NADIR Onlus: Fondata nel 1998, promuove un ruolo attivo e pienamente partecipativo delle persone con HIV/AIDS e patologie correlate (Epatite C,B, HPV) nelle decisioni che le riguardano, ossia cliniche, assistenziali, istituzionali, sociali. Email: redazione@nadironlus.org

PLUS Onlus -Persone LGBT Sieropositive: PLUS Onlus è un’associazione di persone LGBT che vivono con HIV e persegue finalità di solidarietà sociale nella lotta contro l’HIV/AIDS, combattendo contro la discriminazione e per la promozione dei comportamenti sessuali più sicuri. Email: info@plus-onlus.it