ESERCIZIO FISICO: QUANDO FARLO PER RAGGIUNGERE MIGLIORI RISULTATI

Esercizio fisico sulla base del cronotipo.
Gli esseri umani non sono stati creati uguali: alcuni si svegliano presto al mattino pieni di energia, altri ‘carburano’ a metà mattina e rimangono produttivi sino alle ore piccole senza accusare stanchezza. Tali differenze sono dovute a un orologio interno localizzato nelle profondità del cervello: la ghiandola pineale, che regola l’orologio biologico.
Ma esiste anche una ‘cronologia’ collettiva che vede l’umanità uniformarsi nei ritmi di attività, umore ed emozioni. I ricercatori hanno infatti scoperto che in media l’umore è alto nel corso della mattinata, le energie poi calano nel primo pomeriggio per risalire in serata. [1] Esiste un vero modello emotivo temporale analogo a tutte le latitudini e in tutte le culture del globo. Quindi tutti gli esseri umani sono dotati di un orologio biologico interno, il nucleo soprachiasmatico posto nell’ipotalamo (poche migliaia di cellule localizzate nella profondità del cervello).

Le variazioni dell’umore in funzione dell’ora del giorno hanno influenze insospettate su molteplici aspetti dell’esistenza e influenzano addirittura le nostre decisioni (così come mostrato dallo psicologo Premio Nobel Daniel Kahnemann nel 2006): le riunioni aziendali hanno un tono più ottimistico e costruttivo al mattino e lo stato d’animo è in grado di influenzarne la quotazione delle azioni delle società. Così come vengono dati voti migliori agli esami orali svolti nella tarda mattinata, così come pene più lievi ai processi. Alcuni ricercatori di Harvard [2]  hanno esaminato i risultati di test di valutazione degli studenti e, correlandoli con l’ora del giorno, hanno scoperto che in media ottenevano punteggi più alto al mattino e più bassi al pomeriggio, inoltre per ogni ora in più sull’orologio, i voti diminuivano linearmente.
Quindi le nostre capacità cognitive si modificano in modo regolare e prevedibile nel corso della giornata.
Secondo Hines C.B. [3] gli effetti dell’ora del giorno influiscono per il 20% della variabilità delle prestazioni a livello cognitivo, la fatica favorisce errori cognitivi e di valutazione.
“L’attività metabolica dell’organismo non sfugge a queste regole e così l’esercizio fisico” spiega Massimo Spattini, Specialista in Medicina dello Sport e Scienza dell’Alimentazione  Quando fare esercizio o sottoporsi ad allenamento? “Al mattino l’organismo ricorre ai grassi con un basso livello di zuccheri dovuti al digiuno notturno, per dare energia ai muscoli. È stato calcolato che l’allenamento mattutino permette di bruciare il 20% in più di grassi.
Al mattino inoltre è possibile massimizzare l’effetto euforizzante del movimento e usarlo come serbatoio di energie per tutto il giorno. Sempre nelle prime ore del giorno siamo meno stanchi e riusciamo a tenere fede ai buoni propositi. Ottimo il mattino anche se fate allenamenti di forza e potenza, in modo da sfruttare il picco del testosterone che contribuisce alla forza muscolare”.

Se il mattino ha l’oro in bocca per gli allenamenti, la cronobiologia ha stabilito che è il pomeriggio il momento in cui le prestazioni sono migliori, grazie a un aumento generale di temperatura corporea, muscolare e funzione polmonare, mentre frequenza cardiaca e pressione diminuiscono.
Non a caso il maggior numero di record sono stati raggiunti in competizioni svolte nel tardo pomeriggio e in serata. Ma per avere risultati eccellenti non basta rivolgere lo sguardo all’orologio: una parte rilevante della prestazione è infatti legata sia all’alimentazione che a una corretta integrazione studiata in maniera personalizzata a seconda dell’attività svolta.

Il Dottor Spattini ne ha parlato ieri di cronotipo e integrazione alimentare, durante il Convegno Alimentazione, attività fisica e stili di vita per un benessere a 360°, a Expo Salus and Nutrition a Roma .

[1] Dodds PS Temporal Patterns of Happiness and Informat in a Global Social network
Peosone 6, n.12, 2011, c 26752

[2] (Sieversten HH, Gino F, Piovesan M. – Cognitive fatigua influences students performance on standardized test proced. Nat. Ac. Of Sciences 113, n.10, 2016, 2621-24)

[3] Time of Day effects on human performance. Jo of Cath. Edn 1, n.3, 2004, 390-413