FARMACI BIOLOGICI, LA SCELTA TERAPEUTICA PIU’ SICURA

I biosimilari sono farmaci meno costosi, ma si teme possano offrire minori garanzie in termini di sicurezza ed efficacia rispetto ai biologici: molte Regioni però, in ottica di contenimento della spesa sanitaria regionale, si preparano a intraprendere con decisione questa strada, indicando il biosimilare come farmaco di prima scelta per i pazienti non trattati in precedenza. La stessa Regione Lazio sta preparando un documento di prossima pubblicazione. Ma le Associazioni pazienti chiedono che non vengano meno, in nome del risparmio, sicurezza, continuità terapeutica e possibilità di scelta. 
 
Anche gli specialisti vorrebbero avere maggiori garanzie sull’alternativa biosimilare: «questi farmaci hanno avuto un grosso processo di fase pre-clinica (studi che caratterizzano le proprietà fisico-chimiche e l’affinità per il bersaglio che devono colpire) e nella fase che precede la sperimentazione clinica sono state evidenziate piccole differenze che indicano come similarità non vuol dire uguaglianza», afferma Alessandro Armuzzi dell’Unità Operativa di Medicina Interna e Gastroenterologia del Complesso Integrato Columbus, Università Cattolica di Roma.
«Di fronte ad alternative come quella dei biosimilari che costano meno, le esigenze economiche potrebbero avere il sopravvento. I servizi sanitari regionali potrebbero arrivare a dire: “questo o niente” – osserva Guido Valesini dell’Unità Operativa di Reumatologia, La Sapienza/Policlinico Umberto I di Roma – anche se i principi universalistici sui quali si basa il nostro Sistema sanitario rendono quasi “intoccabili” il diritto alla tutela della salute e la libera scelta prescrittiva, alcune Regioni hanno comunque adottato provvedimenti fortemente limitativi».