GLAUCOMA, LO SPORT FA BENE, MA ATTENZIONE A QUALE

Si allunga la liste dei benefici che si possono ottenere praticando un esercizio fisico costante, sino a comprendere la prevenzione del glaucoma. Uno studio americano ha svelato come il movimento possa prevenire la malattia che solo in Italia interessa almeno un milione di persone e 61 milioni negli Stati Uniti[1]. Informazioni da tenere in conto prima di scegliere l’attività fisica da praticare nei mesi invernali.

Lo studio, coordinato da Victoria Tseng, dell’Università della California, ha rivelato che i soggetti che fanno attività più vigorosa e più frequente hanno il 73% di rischio in meno di sviluppare la malattia che rappresenta la seconda causa di cecità nel mondo secondo l’OMS.

“Individuare strategie di prevenzione anche tra l’adozione di stili di vita corretti è fondamentale” sottolinea il Professor Luciano Quaranta Specialista in Oftalmologia e Responsabile del Centro Glaucoma degli Spedali Civili di Brescia “anche perché nel momento in cui la riduzione della visione periferica viene percepita dal paziente il danno è già avvenuto ed è irreversibile”.

La buona notizia è che corretti stili di vita possono diminuire il rischio: la ricerca americana ha evidenziato l’interessante correlazione rileggendo i dati del National Health and Nutrition Survey, una indagine che raccoglie e incrocia i dati sulla salute degli americani dal 1960. Il team guidato dalla professoressa Tseng, ha indagato le abitudini di tre gruppi di soggetti che svolgevano attività minima, moderata o vigorosa calcolate sulla velocità di cammino e il numero di passi al minuto. Il minimo era il livello raccomandato dall’American Heart Association che prevede 30 minuti di esercizio al dì per almeno 5 volte alla settimana pari a 7mila passi al giorno per 7 giorni. E dopo molti calcoli e altrettante misurazioni è emerso che ogni 10 unità di velocità o numero di passi al minuto, il rischio di glaucoma diminuiva in maniera lineare del 6%. E se al regime base i volontari aumentavano il movimento anche solo di 10 minuti al giorno – mantenendo un ritmo moderato/vigoroso – il rischio di vedersi diagnosticare il ‘ladro silenzioso della vista’ crollava di un significativo 25%.

 “Sin qui per ciò che attiene alla prevenzione, mentre chi ha ricevuto la diagnosi l’attività fisica è consigliabile ma con alcune cautele: meglio evitare allenamenti di crossfit intensi, l’uso di panche ad inversione e posizioni yoga ‘asana’ in cui la testa si trova in basso rispetto al corpo [2]. Anche sport caratterizzati da sforzi eccessivi come il sollevamento pesi possono essere dannosi. Bene invece il nuoto purché gli occhialetti non siano troppo piccoli o stretti. ” spiega Quaranta “ormai sappiamo che sia l’esercizio dinamico che quello isometrico, specie se intensi, abbassano la pressione oculare e la pressione sistemica. Ecco perché lo sport è consigliato con alcune accortezze: alcuni giovani adulti possono sperimentare una cecità temporanea a causa della carenza dell’afflusso di sangue all’occhio. Meglio evitare invece le immersioni in profondità nei soggetti con tono oculare superiore a 24 mmHg perché la pressione sul bulbo potrebbe provocare una carenza di sangue e una sofferenza a livello della retina”.