INTERNET DIVENTA UNA MALATTIA: NASCE LA GIORNATA DELLA SCONNESSIONE

Dipendenze? Io non ho dipendenze, non fumo, non bevo. Siete davvero sicuri? Allora rispondete: qual è la prima cosa che fate al mattino (dopo la pipì)? Se la risposta è ‘accendo il cellulare e controllo le email o le notifiche sui social’, beh siete in compagnia di quel 57% di europei che entro 22 minuti dal risveglio prende il cellulare in mano. Una ricerca di Deloitte ha anche rivelato che l’83% del campione legge le email di lavoro durante la notte e l’80% addirittura si addormenta con lo smartphone in mano. Insomma senza rete non ci possiamo proprio stare, e il fenomeno è diventato talmente pervasivo da stimolare l’idea di un film, Sconnessi, da stasera in 300 cinema italiani, e una iniziativa presentata al Miniestero della Salute per stimolare le persone a disconnettersi almeno un’ora al giorno e ricominciare a parlare. Si perché nelle famiglie italiane si parla poco, d’altra parte sei su 10 controllano il telefono più di 200 volte al giorno. Ne basterebbero molte meno ma abbiamo bisogno di sapere che ‘qualcuno pensa a noi’ come ha specificato il professor Daniele La Barbera dal palco del Congresso Italiano di Psicopatologia in corso a Roma. Insomma dalle Alpi alle Piramidi ci si è accorti che viviamo più nel mondo virtuale che in quello reale.

Disconnettiamoci dai device e riconnettiamoci tra di noi, il 22 febbraio di ogni anno. Un gesto da ripetere tutti i giorni, anche solo per un’ora, sollevando lo sguardo dal display e tornando, così, a guardarci negli occhi. Dalla sinergia tra Consulcesi e gli attori e il regista di “Sconnessi”, Christian Marazziti, nasce l’idea di lanciare  la proposta di una Giornata Mondiale della S-connessione, promuovendo un’apposita campagna social attraverso l’hashtag #SconnessiDay e la Pagina Facebook https://www.facebook.com/events/2047121312173985/?ti=as

Scopo dell’iniziativa, sensibilizzare genitori, insegnanti e medici sui pericoli, anche per la salute, legati a un uso smodato di web e smartphone. Soprattutto per i camici bianchi, infatti, sorge la necessità di capire quando l’uso di internet, soprattutto nei più giovani, sta assumendo risvolti patologici: un fenomeno che non ha ancora un’ampia letteratura scientifica e che implica un continuo e costante aggiornamento.

«Siamo tra i primi a credere nella tecnologia e nelle sue straordinarie potenzialità – sottolinea Massimo Tortorella, Presidente del Gruppo Consulcesi e CEO di Falcon Production, che ha co-prodotto il film Sconnessi –  ma riteniamo che si debba intervenire per regolamentare l’abuso di internet e smartphone. È ormai scientificamente dimostrato che questo ha conseguenze sulla nostra salute, siamo di fronte a vere patologie su cui i medici sono chiamati a formarsi ed aggiornarsi. Intanto dobbiamo dare un segnale, per primi noi genitori, insieme a medici e insegnanti: prendiamo una cassetta di sicurezza, riponiamoci all’interno i nostri smartphone e tablet. Disconnettiamoci almeno per un’ora al giorno – noi proponiamo dalle 20.30 alle 21.30 – e riconnettiamoci con la realtà è fra di noi, guardandoci negli occhi e non sui display».

«La nuova generazione, quella che viene definita dei ‘nativi digitali’ – spiega il dottor David Martinelli –  ha sviluppato un modo di vedere la realtà che è diverso dalla generazione precedente. Internet è un mezzo, quindi in sé non è né buono né cattivo, però è fondamentale che la generazione degli adulti, dei genitori, degli educatori e soprattutto dei medici sia consapevole di questo nuovo modo di vedere la realtà per potersi relazionare correttamente con i giovani, in modo da scongiurare eccessi che possono portare a problemi. Concordare con i ragazzi un periodo di ‘disconnessione’, togliendo lo sguardo dallo schermo del cellulare almeno per un’ora al giorno – conclude Martinelli – consente loro di riappropriarsi di relazioni e rapporti personali, fruendo di esperienze reali senza l’interfaccia artificiale del display».

«Con ‘Sconnessi’ ho voluto sottolineare il paradosso del contesto attuale, nel quale abbiamo sempre la possibilità di essere prossimi a qualcuno, grazie a messaggi, social network, videochiamate, senza tuttavia stare mai vicini a nessuno», così il regista Christian Marazziti. «Per questo – conclude – assieme al cast del film abbiamo voluto lanciare l’iniziativa #Sconnessiday in sinergia con Consulcesi, anche per sollecitare medici ed educatori ad affrontare questo legame patologico tra iperconnessione e alienazione».

 

«Direttamente qui, nel cuore delle istituzioni della Salute, chiediamo al Ministro che venga proclamata la Giornata Mondiale della S-connessione, da svolgere il 22 febbraio di ogni annodichiara il Presidente Tortorella – così facendo, intendiamo lanciare un messaggio importante: alzate lo sguardo dallo smartphone e godetevi le persone che vi circondano, tornando così a comunicare veramente. L’unico modo per farlo è ovviamente essere Sconnessi…»