KIDS KICKING CANCER ITALIA, AL BAMBINO GESU’ DI ROMA ARRIVA CARLO MOLFETTA

Una grande sorpresa per tutte le famiglie che oggi si trovavano al Day Hospital ed in reparto Oncoematologico dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Non è occasione da tutti i giorni, infatti, poter incontrare un campione olimpico in ospedale. L’oro nel taekwondo a Londra 2012, categoria +80 kg, Carlo Molfetta è giunto in visita all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma per conoscere da vicino le attività Kids Kicking Cancer Italia, l’associazione non profit, che aiuta i bambini affetti da cancro e gravi patologie croniche ad affrontare e gestire meglio la malattia, attraverso l’insegnamento delle tecniche e della filosofia proprie delle arti marziali.
Molfetta ha portato ai piccoli ricoverati e in day hospital il suo sogno di speranza, costellato di vittorie, ma anche di tanti infortuni, che tuttavia non lo hanno mai fermato. Taekwondo, il calcio che mette k.o il campione del mondo La sua avventura verso l’Oro Olimpico è iniziata al centro federale dell’Acquacetosa a Roma, nel mondo dei “grandi” del taekwondo, versione coreana del combattimento senza armi che ha come obiettivo l’autodifesa. “Dopo la medaglia d’argento di Mauro Sarmiento ai Giochi di Pechino 2008 è ‘esploso’ il boom del taekwondo in Italia: prima era solamente diffuso a livello locale in alcune regioni-pilota, come il Lazio, la Campania e la Puglia”, ha raccontato Molfetta. A Londra ha gareggiato con una caviglia praticamente fuori uso a causa di una lesione ai legamenti, portando a casa una medaglia tanto desiderata.
“Le arti marziali possono contribuire a educare tutti i bambini, perché insegnano la disciplina e il rigore”, ha detto il campione, 30 anni, pugliese di Mesagne, anche lui in divisa per mostrare qualche tecnica olimpica. “Ciò vale ancora di più per i piccoli malati, in quanto tali tecniche consentono di affrontare meglio lo stress della malattia e delle terapie, ma soprattutto danno un senso alla sofferenza e alla rabbia, favorendo positivamente la risposta psicologica ed emotiva”.
Gli istruttori di Kids Kicking Cancer affiancano i piccoli pazienti sia nella degenza, che nella riabilitazione extra-ospedaliera, promuovendo lezioni e corsi pratici per allenare il corpo, ma soprattutto la mente, attraverso l’insegnamento di semplici esercizi. Kids Kicking Cancer è nata 10 anni fa negli Stati Uniti su iniziativa di Rabbi Elimelech Goldberg, professore di Pediatria alla Wayne State University School of Medicine. “Rabbi G.” ha perso una figlia all’età di due anni a causa della leucemia. Esperto di arti marziali, è cintura nera, ha utilizzato le sue conoscenze per aiutare i piccoli pazienti oncologici.
Nel 2011 è stata costituita l’associazione Kids Kicking Cancer Italia con l’obiettivo di portare le tecniche messe a punto negli Stati Uniti anche nel nostro Paese, a beneficio dei bambini italiani. L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è stato il primo ad adottare nei suoi reparti le tecniche dell’associazione e oggi Kids Kicking Cancer Italia opera in 12 ospedali.
Power, Peace, Purpose, sono le parole che i bambini ripetono all’inizio e alla fine di ogni lezione. “Sono le parole del “circolo degli eroi”, ci spiega Rabbi Elimelech Goldberg, professore in Pediatria alla Wayne State University School of Medicine di Detroit, cintura nera di arti marziali, fondatore e direttore di KKC a livello internazionale. “Ogni piccolo paziente diventa, a sua volta, testimone ed ambasciatore della filosofia di KKC, insegnando agli altri (fratelli, sorelle, genitori, nonni) le tecniche che ha appreso, perché possano, a loro volta imparare ad affrontare le difficoltà della vita”.