L’AVVOCATO RISPONDE: LA RISSA PRESUPPONE UNA DENUNCIA?

Ho avuto una discussione e ho fatto a botte con una persona e poi sono andato da un medico per farmi dare dei punti di sutura. E’ obbligato a denunciarmi alle forze dell’ordine?

Risponde l’Avvocato Salvatore Frattallone, del foro di Padova (frattallone.it)

No, se il medico che ti ha curato ha agito quale libero-professionista non ha l’obbligo sporgere denuncia alle forze dell’ordine o alla Procura della Repubblica, è esonerato dal comunicarlo: la presentazione del ‘referto’ esporrebbe il paziente a procedimento penale (art. 365 c.p.) e per il sanitario prevalgono i doveri deontologici di tutela dell’assistito, ancor prima di quelli derivanti dall’espletamento di funzioni giuridiche», risponde Salvatore Frattallone, Avvocato del Foro di Padova. «Diverso sarebbe se la rissa avesse determinato lesioni personali dolose da cui sia derivata una malattia di durata superiore a 20 giorni o aggravate (se c’è stato pericolo per la vita o una malattia superiore ai 40 giorni oppure lesione permanente di un senso o di un organo o ferite a donna incinta con acceleramento del parto). Dall’altro lato, quando il medico presta la sua assistenza privatamente, anche entro le mura ospedaliera in modalità ‘intramoenia’ rimane un libero professionista e non è soggetto all’obbligo di ‘rapporto’ all’Autorità Giudiziaria. ‘Rapporto’ dev’essere fatto invece sia dal medico dipendente pubblico ospedaliero (che è pubblico ufficiale, art. 361 c.p.), sia dal medico di base che assista il paziente in regime di convenzione o che operi all’interno di una struttura privata accreditata e in regime di convenzionamento con il SSN (in ambedue i casi l’esercente la professione sanitaria è incaricato di pubblico servizio, art. 362 c.p.). Qualora il medico, cui ti sei rivolto in privato, presentasse il referto all’autorità giudiziaria, sarebbe passibile d’incriminazione per violazione di segreto professionale (art. 622 c.p.) e potresti chiedergli il risarcimento, per il danno ingiusto che ha causato al proprio paziente, oltreché per violazione della tua privacy (D.L.vo n° 196/03)».