LETTO PER VOI: CURA ALLE STELLE

Non è facile definire il concetto di ‘cura’. Abbiamo strumenti raffinati, farmaci efficaci eppure in alcuni casi non funzionano, noi non rispondiamo o non li assumiamo. Alle volte il percorso verso la guarigione è costellato da ostacoli che derivano dalla comunicazione con il medico, altre volte la nostra psiche sembra mettersi di traverso e impedirci di stare bene, oppure stiamo meglio con una semplice pasticca di zucchero. Eppure la medicina contemporanea si è concentrata più sulla tecnica che sulla relazione, con risultati non sempre brillanti. Ecco allora che sono nati movimenti come Slow medicine e intuizioni che mettono il paziente al centro della cura, lo ascoltano, lo coinvolgono e lo rendono protagonista. Dall’approccio paternalistico che scende le indicazioni dall’alto il paradigma si inverte, si parte dalla persona malata e le si ruota intorno tentando di comprenderla. Una delle strategie più interessanti e promettenti è certamente quella ‘medicina narrativa’ disegnata da Rita Charon e introdotta in Italia con caparbietà e passione da Stefania Polvani che con Cura alle Stelle ne traccia una panoramica esaustiva.

Il Manuale è un invito alla valorizzazione pratica delle abilità di cura non tecniche, che chiameremo narrative, quelle che si basano sull’ascolto, la comunicazione e la relazione. Vorrebbe vibrare nelle menti di chi cura e di chi è curato, di chi è sano e di chi decide. Vorrebbe stare nelle mani di chi, stropicciando le pagine,  vi aggiungerà idee, correzioni e miglioramenti, e soprattutto esperienze. È un dialogo che parla di e con le storie, per questo non si conclude nella sua ultima pagina ma proseguirà sul sito medicinanarrativa.network.

“Negli ultimi venti anni ho ascoltato tanti brani di vita che avevano a che fare con quell’evento che, a un tratto, irrompe nella mente e nel corpo: è la malattia, che può toglierti l’allegria e il sonno, l’appetito e la voglia di vivere” spiega Polvani “Lei a volte è dolce a volte è mostruosa. È distruttiva e maestra di vita. Si dice che le storie hanno un inizio ma non necessariamente una fine, che le storie sono tutte diverse. Ma le storie di malattia e di cura hanno in comune, nella trama, l’incontro tra il sofferente e il curante. Si incontrano le loro storie e le loro abilità in un dialogo che va ben oltre il farmaco e i risultati numerici degli esami. La relazione terapeutica è un incontro, non è un monologo ma una conversazione”.

Il sofferente non è il cliente e il curante non è un erogatore di prestazioni: le loro storie si intrecciano nella complicità che li emoziona e li orienta a guardare oltre, verso l’orizzonte della medicina che ha i contorni e i colori della salute. La Medicina Narrativa è un approccio di cura che guarda alle singole persone ed è praticabile da tutti: è di tutti, del sano e del malato, di chi cura e di chi è curato. Per questo non appartiene a una professione ma conta sulla complicità e sulla collaborazione: più sarà di tutti, maggiore sarà il vantaggio per chi si fa complice nella cura. Non per questo si improvvisa: è una sinfonia, un brano orchestrale ampio, complesso e coinvolgente, che segue uno spartito.

Stefania Polvani

Cura alle stelle

Margherita Bulgherini editore