L’ITALIA DELLA RICERCA NON TIENE IL PASSO DELL’EUROPA

Sono italiani la prima terapia genica e il primo farmaco a base di cellule staminali approvati per entrare in commercio in Europa. Eppure le eccellenze della ricerca made in Italy non riescono a sopperire alle carenze del sistema, o meglio all’assenza di un vero e proprio sistema.

Basti pensare che l’Italia partecipa molto attivamente a Horizon 2020 (H2020), il Programma Quadro europeo per la Ricerca e l’Innovazione (il principale strumento con cui l’Unione Europea finanzia la ricerca in Europa) che distribuirà circa 80 miliardi di euro, ma i tassi di successo e contributo ricevuti sono tra i più bassi.

“I risultati dei vari Paesi indicano che più gli investimenti in Ricerca & Sviluppo si avvicinano al target del 3% del Pil e maggiore è il livello di performance in Horizon 2020 – spiega il Dottor Andrea Fontanella, Presidente Nazionale FADOI -. La presenza di strategie scientifiche nazionali si dimostra la tattica vincente. Negli stati più performanti si osservano iniziative nazionali di sostegno ai partecipanti ad H2020 in termini di advise e accompagnamento. Per fare “sistema” c’è bisogno di una normativa più snella, di fiscalità agevolata, di un maggior numero di ricercatori che possano anche fare carriera”.

È questo uno dei temi principali del 5° Convegno Nazionale – La Ricerca da Promotori no profit in Italia, che si tiene oggi 21 e domani 22 marzo a Roma, all’Auditorium del Ministero della Salute. La due giorni di lavori è promossa dalla Società Scientifica di Medicina Interna FADOI (Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti), con Istituzioni, Istituti di Ricerca, Direzioni Generali e Sanitarie degli Ospedali, Comitati Etici, Associazioni di Pazienti, Industria, Organizzazioni di Ricerca a Contratto.

Un Convegno che arriva pochi giorni dopo le elezioni. Sono alte le aspettative dei ricercatori, ma ancor più alti sono i timori di altri tagli di bilancio e del calo di interesse per la scienza. Anche la rivista scientifica Nature guarda con preoccupazione all’Italia e alla campagna elettorale appena passata: l’argomento Salute, scrivono, “fatta eccezione per la battaglia sui vaccini, non ha trovato molto spazio nei programmi dei partiti e movimenti politici. Gli economisti avvertono che il sistema di ricerca italiano è in uno stato precario. Nonostante le eccellenze scientifiche italiane, il Paese non è riuscito a modernizzare il suo sistema: i budget per la ricerca restano bassi, le pratiche di assunzione accademica complicate, la burocrazia paralizzante”.

Al Convegno sono attesi esponenti politici con cui poter gettare le basi per un dialogo proficuo che porti la ricerca clinica a ricoprire un ruolo importante nell’agenda di Governo.

FADOI, Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti, è una società scientifica di Medicina Interna attiva da oltre 20 anni. Conta circa 3000 iscritti e si caratterizza per un intenso impegno per la ricerca e la formazione.