MENO MALATTIE CARDIACHE PER CHI HA GENITORI LONGEVI

Con oltre 35mila cardiologi provenienti da 140 Paesi si può dire che l’appuntamento annuale dell’ESC (European Society of Cardiology) sia il congresso più importante al mondo, per numeri e tematiche trattate.

Si stima che la mortalità per malattie cardiovascolari sia circa il 45% totale in Europa e che causi 4,35 milioni di decessi ogni anno. Ma i disturbi di cuore e vasi sono anche la causa principale di disabilità e di ridotta qualità di vita, eppure buona parte di esse sarebbero prevenibili agendo sugli stili di vita. L’OMS stima che una riduzione anche modesta ma simultanea della pressione arteriosa, dei livelli di colesterolo nel sangue, dell’obesità e del fumo potrebbe ridurre di più del 50% l’incidenza delle malattie cardiovascolari. In particolare la cardiopatia ischemica è la prima causa di morte in Italia, rendendo conto del 28% di tutti i decessi, mentre gli accidenti cerebrovascolari sono al terzo posto con il 13%, dopo i tumori.

Chi sopravvive a un attacco cardiaco diventa un malato cronico. La malattia modifica la qualità della vita e comporta notevoli costi economici per la società. In Italia, secondo l’ISTAT, la prevalenza di cittadini affetti da invalidità cardiovascolare è pari al 4,4 per mille. E secondo la Relazione sullo stato di salute del Paese del 2000, il 23,5% della spesa farmaceutica italiana, pari a 1,34% del PIL, è destinata a farmaci per il sistema cardiovascolare.

“L’Italia contribuisce da anni con un elevato numero di pubblicazioni scientifiche internazionali in cardiologia, spesso primeggiando tra i maggiori contributori scientifici” sottolinea il Dottor Michele Gulizia, Direttore Cardiologia Ospedale Garibaldi di Catania e Local Press Coordinator del Congresso “L’Italia è riconosciuta come una eccellenza clinica per questa specialità, e possiamo annoverare importanti nomi italiani nella cardiologia mondiale. Abbiamo ottimi clinici, grandi strutture, conoscenze, il prossimo obiettivo è lavorare sulla prevenzione e sulla modificazione degli stili di vita. Così come recentemente pubblicato sul Journal of American College of Cardiology oggi si conoscono determinanti sempre più remote, ad esempio il rischio individuale di morte per malattie cardiache è del 20% più basso per ogni decade di vita vissuta da almeno uno dei genitori oltre i 70 anni. Se uno o entrambi i genitori hanno spento le 70 candeline, si acquisisce un interessante bonus: il 16% di mortalità in meno per tutte le cause. È il più ampio studio realizzato che ha analizzato i dati di oltre 186mila persone. Quelli con i genitori più longevi hanno mostrato una salute migliore con una più bassa incidenza di patologie vascolari, coronariche, episodi di infarto e ictus. In parte grazie a varianti genetiche protettive che hanno effetti su pressione, massa corporea, livelli di colesterolo e trigliceridi, ecc. Mentre non sono state evidenziate associazioni significative tra longevità dei genitori e disturbi quali diabete, BPCO, asma, depressione o tumori a colon, prostata o seno. Ma le buone notizie non sono solo per chi ha la fortuna di avere parenti longevi: anche per quelli che non godono di questo vantaggio familiare è possibile agire sulle abitudini e gli stili di vita: camminare regolarmente, mangiare sano, e non fumare è già un ottimo inizio. È sempre più chiaro che la salute è un insieme di fattori fisici, familiari e determinanti sociali: la ricerca che abbiamo citato è emblematica in questo senso: la longevità dei genitori era associata ad una maggiore educazione, introito economico e attività fisica e una prevalenza più bassa di fumo e obesità”.

Prosegue così il Prof. Francesco Romeo, Presidente Società Italiana di Cardiologia, Direttore Cattedra di Cardiologia, Università di Roma Tor Vergata e Local Press Coordinator: “Durante questo congresso che affronterà tutti i più grandi temi della cardiologia, saranno presentati i dati sull’efficacia dei nuovi farmaci con anticorpi monoclonali per il trattamento delle dislipidemie. Sono dati estremamente importanti perché sono rivolti a trattare il fattore ambientale di formazione di placca più importante: il colesterolo. Saranno presentati i dati sullo stato dell’arte della TAVI nel trattamento delle valvulopatie aortiche degenerative, individuando i criteri per un intervento altamente appropriato. Saranno, inoltre, presentati i dati sulla riparazione e/o sostituzione della valvola mitrale con metodiche di cardiologia interventistica. E’ il futuro che è già presente in Italia, essendoci stata la prima sostituzione valvolare mitralica per via percutanea al mondo in Italia presso il Policlinico Tor Vergata di Roma.