NARRATIVA, POESIA E FOTO PER I PAZIENTI AFFETTI DA MALATTIE RENALI

Sta per consumarsi in quel di Palazzo Vecchio a Firenze nella prestigiosa Sala d’Arme la premiazione di un particolarissimo Concorso di Narrativa, Poesia e Fotografia.

I destinatari di questo Concorso sono infatti -mi sia consentita questa definizione- tre particolari popolazioni: tutti i pazienti nefropatici (portatori di qualsiasi malattia renale, emodializzati, dializzati peritoneali, trapiantati, ecc); i loro famigliari stretti, e tutti gli operatori delle nefrologie, dialisi, ambulatori, centri trapianto. La particolarità di questo concorso risiede anche nel fatto che è di respiro nazionale ovvero per tutto il Paese senza esclusione di alcuna realtà ed indipendentemente dal tipo (pubblico o privato), perché la Medicina Narrativa fulcro ed obiettivo della manifestazione non conosce limiti, né confini, non si lascia influenzare da ‘tipi’ o ‘specificità’, vola ben più alta. In questo caso la Medicina Narrativa possiamo chiamarla Nefrologia Narrativa. La particolarità, ancora una volta, risiede nel fatto che questo è in assoluto il primo Concorso di Narrativa in Nefrologia e che le opere, di Narrativa breve, Poesia o Fotografia, hanno avuto un tema assolutamente libero.

La Medicina Narrativa (MN) finalmente approda dunque alla Nefrologia. In Oncologia, una branca medica particolare -è facile comprendere il perché- la MN è già approdata da tempo; la Nefrologia un’altra branca medica particolare, può giovarsi in modo veramente importante dell’uso della Narrativa, non solo a favore dei pazienti -primo indubitato obiettivo- ma anche dei famigliari -i cosiddetti caregivers-, e last but not least degli operatori.

Scopo importante di questo Concorso è proprio far conoscere e introdurre la MN nell’ambito italiano della Nefrologia. Come allievo di un grande Maestro della Nefrologia, il prof. Quirino Maggiore, venuto a mancare proprio un hanno fa, grato per gli insegnamenti di vita e non solo professionali che mi ha dato, non ho potuto che intitolarlo perennemente alla sua memoria. Per la realizzazione di questo Concorso ho cercato dei partner nel mondo della Narrativa come SIMeN ed OMNI le maggiori associazioni italiane di Narrativa, e le associazioni nefrologiche più significative, come ANED, SIAN, AIRP, AIDO, ed altre.  Come ogni buon Concorso si è sentita l’esigenza di dedicare questa prima manifestazione ad un altro grande personaggio di cui cade proprio il decennale della scomparsa, la dr.ssa Franca Pellini, fondatrice nel 1972 della prima associazione di pazienti emodializzati: ANED. Infine, partner nel suo piccolo, un giornale di nefrologia il GTND, primo e per ora unico giornale che contenga una rubrica dedicata alla Nefrologia Narrativa. La Associazione Santa Maria Annunziata diritto alla salute e territorio ONLUS, della Azienda Sanitaria Toscana Centro, facente capo all’ospedale dove ha concluso la sua brillantissima carriera il prof Quirino Maggiore, non poteva non essere che l’associazione che ha permesso e curato la manifestazione.

Il Concorso pur alla sua prima edizione ha riscosso una inaspettata partecipazione con quasi 200 opere inviate di qualità insospettatamente elevata anche a giudizio delle tre giurie nazionali (una per la Narrativa, una per la Poesia ed una per la Fotografia). Giurato d’eccezione per la Narrativa e la Poesia gli studenti delle classi 4° del Liceo Giotto-Ulivi di Borgo San Lorenzo in provincia di Firenze. Ho personalmente letto assieme al resto del Comitato Organizzatore le opere arrivate e posso garantire che si toccano vertici di sentimenti non così evidenti anche dal mio osservatorio che vanta -aimè- oltre trenta anni di frequenza di nefrologia e dialisi: sinceramente mi ci voleva l’apertura alla Narrativa per rendermi conto appieno della realtà che vivo, seppur come operatore, giornalmente e di quella che alberga nel profondo di ogni paziente ed in modo diverso in ognuno di noi (sono anche io paziente di altre branche della medicina!).

Infine, come mi ha edotto la segreteria, stiamo ricevendo tante attestazioni di ringraziamento e di plauso per aver dato modo a tante persone di aprirsi, raccontarsi, raccontare, liberarsi, riflettere sul vissuto proprio o di propri cari, o di pazienti curati ed accuditi o anche solo conosciuti.

Mi sento di riportare due frasi di due diversi partecipanti per tutti:

– …vi ringrazio soprattutto dell’opportunità che ci avete dato di confessare le paure e il dolore a quel foglio di carta. Parteciperò di nuovo, anche solo per la leggerezza che si prova ad imbucare quella busta pensando che porti via con se un pò dei miei pensieri. …

– … per esperienza personale metabolizzare la malattia, propria o di un proprio caro, porta spesso a parlarne il meno possibile affinché diventi parte della quotidianità. È un processo molto complesso, che come molte cose complesse della vita in superficie sembra semplice. A volte dimentichiamo anche noi di quanto siamo stati bravi, tutti insieme, a renderlo semplice, e avere una spinta esterna che ci porta a raccontarlo attraverso l’arte è un buon modo per ricordarcene e per darci ulteriore forza. Per questo mi piace molto il fatto che il concorso sia aperto a diverse forme artistiche e che il tema sia libero, perchè ognuno ha imparato a modo proprio a convivere con la dialisi. …

 

Vi garantisco che non è stato tutto semplice o poco faticoso ma che tale fatica per tutti noi è stata per ora ripagata in modo tale da renderci ancor più confidenti rispetto a un anno e mezzo fa quando abbiamo ideato il Concorso di ripeterlo negli anni a venire sperando di coinvolgere un numero sempre maggiore e diverso di pazienti, famigliari e operatori, con la prospettiva di favorire l’apertura tra queste -riconsentitemi- diverse popolazioni cosi strettamente coinvolte in un passaggio difficile come quelle delle malattie nefrologie, in specie nel loro aspetto della sostituzione della funzione renale persa, financo alla sostituzione ‘migliore’, quella che come si evince da scritti ed immagini giunti alla selezione, porta ad una nuova vita, ad una seconda o talvolta terza rinascita: il trapianto renale o di più organi.

 

Arrivederci a Firenze Domenica 23 settembre 2018, e nel 2019 con la seconda edizione dedicata a Don Lorenzo Milani ed al suo famoso incipit: I CARE.

 

Marco Lombardi, per il Comitato Organizzatore composto da Ida Cecchi, Stefania Polvani e Francesca Monzecchi.