NO A PRECARI NEL SISTEMA SANITARIO, L’APPELLO DEI FARMACISTI

“L’episodio del giovane farmacista retribuito attraverso i voucher, e che si vede prolungare l’incarico ogni venti giorni, è un esempio tragicamente perfetto delle contraddizioni della nostra sanità e, in generale, del nostro paese. Non si investe in sanità, ignorando che si tratta di spesa produttiva, e soprattutto non si dà modo di investire nei professionisti, che con la loro opera possono garantire il rendimento di quanto si spende nella tutela della salute: attraverso l’attività di prevenzione, il supporto all’aderenza terapeutica, la presa in carico del paziente. E’ questo lo spirito della farmacia dei servizi e delle prestazioni professionali che, divenuta legge dello Stato nel 2009, è ancora lettera morta. Occorre finalmente attivare questo nuovo modello di servizio farmaceutico, consentendo alle farmacie di assumere, di investire nel personale e di conseguenza garantire anche al servizio sanitario, come dimostrato dai nostri studi, significativi risparmi”. Questo il commento del presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, Senatore Andrea Mandelli, all’articolo apparso sul Venerdì di Repubblica lo scorso 3 febbraio. “Ma non c’è soltanto questo aspetto: se ora il giovane collega umbro si trasferirà in Belgio, avremo perso un professionista la cui preparazione è costata a lui e alla sua famiglia, ma anche alla collettività. E qui si ripropone una questione che la Federazione considera fondamentale: una migliore gestione del numero programmato nei corsi di laurea e delle sedi universitarie. Altrimenti l’aumento della disoccupazione e il peggioramento delle condizioni di lavoro proseguirà la sua corsa. Non è attraverso una sempre maggiore flessibilità, ormai la regola in tutto il servizio sanitario, che si possono mantenere livelli adeguati di assistenza, anzi: la stessa reale applicabilità dei nuovi LEA, sicuramente un passo avanti, dipende anche e soprattutto dalla disponibilità di personale adeguato per numero, qualità e motivazione. Mi pare giunto il momento di applicare soluzioni che agiscano sulla struttura reale delle difficoltà della sanità italiana”.