NON SOLO BORSE: LA CINA FALSIFICA ANCHE LE RICERCHE SCIENTIFICHE

di Johann Rossi Mason

Basta collegarsi ad alcuni siti commerciali di importazione dalla Cina per trovare la copia a basso costo di qualsiasi oggetto: dalle protesi al seno alle cornici per il camino, dall’ultimo Iphone, apparentemente indistinguibile dall’originale ai pezzi di ricambio per le auto.

Ma l’attitudine della Cina a creare dei falsi non sembra fermarsi agli oggetti o alle pillole di viagra dal dubbio contenuto, ma si espanderebbe alle ricerche scientifiche che servono come documentazione per mettere in commercio nuovi farmaci: oltre l’80% dei trial clinici presentati alle autorità regolatorie in Cina si è rivelata falsa o scadente.

Lo ha rivelato uno studio investigativo dell’autorità di autorizzazione di farmaci e alimenti cinese, la <a href=”http://eng.sfda.gov.cn/WS03/CL0755/” target=”_hplink”>Cfda</a>, che ha analizzato i dati presentati per l’immissione in commercio di 1622 farmaci di cui oltre 1300 rifiutati in quanto contenevano dati falsi, inadeguati o fabbricati ad arte per mostrare risultati favorevoli. Una vera e propria frode generalizzata che ha gettato nel caos l’industria farmaceutica.

Già perché al di là delle implicazioni etiche falsificare uno <a href=”http://www.aboutpharma.com/blog/2016/10/03/446523/” target=”_hplink”>studio clinico </a>significa mettere a repentaglio la vita di centinaia di migliaia di persone. E questo ha portato l’ente di controllo nazionale a mettere in piedi una task force per verificare migliaia di pagine e di dati, quasi quattrocento persone che hanno spulciato gli studi a uno a uno per scoprire che di alcuni non esistevano i dati di base, in altri casi risultati e calcoli erano alterati ad arte per evidenziare la superiorità del farmaco e in altri casi inventati di sana pianta, mentre gli eventi avversi venivano omessi come spazzare la povere per nasconderla sotto al divano.

Gli esperti impegnati nella revisione hanno anche individuato i centri di ricerca in cui ricorrono le frodi, 10 istituzioni molto note nel paese per le quali la falsificazione dei dati era una vera routine. Ciò ha portato alla necessità di nuove e più stringenti regole per la documentazione da sottoporre al vaglio delle autorità con un nuovo corso già definito di “tolleranza zero” nei confronti dei trasgressori.

Un vaso di Pandora ma ben noto, un manager che ha preferito rimanere anonimo ha dichiarato al giornale cinese <a href=”http://www.chinadaily.com.cn/business/economy.html” target=”_hplink”>Economic information daily </a>che gli studi clinici fraudolenti sono un segreto ben noto! Lo stesso manager ha spiegato che la competizione che porta a fare il make up alle ricerche si gioca sul tavolo dei generici e delle molecole con brevetto scaduto per arrivare su un mercato di un miliardo di persone, una torta da 108 miliardi di dollari l’anno a cui nessuno vuole rinunciare. Fatto il farmaco analogo all’originale basta cancellare con un colpo di “correttore” i rischi, eventi avversi, effetti collaterali e il gioco è fatto. Nel frattempo il presidente della Farmindustria cinese, Zhang Mingyu tenta di passare la patata bollente ai centri a cui le aziende delegherebbero i trial in outsourcing. In realtà la Cina non è nuova a scandali nel campo della sanità con casi di corruzione e bancarotta che si sono susseguiti negli ultimi anni. e saranno necessari cambiamenti profondi per combattere questa situazione esplosiva: il National Health and Family Planning Commission ha già chiesto una nuova normativa secondo la quale gli studi siano eseguiti o controllati molto severamente dai comitati delle strutture che li commissionano e perché no, che ne siano direttamente responsabili.