NUTRIZIONISTI CLINICI A CONGRESSO: ECCO I DATI SULL’OBESITA’ GLOBALE

I dati più precisi sui rischi clinici dell’obesità nel mondo sono stati messi a disposizione dal New England Journal of Medicine in “Health Effects of Overweight and Obesity in 195 Countries over 25 Years” e continuano ad essere preoccupanti, in particolare per i giovani. Come si legge nella ricerca pubblicata ora, a giugno 2017, “nel 2015, l’eccesso di peso ha interessato 2,2 miliardi di bambini e adulti in tutto il mondo, o il 30% della popolazione mondiale. Quasi 108 milioni di bambini e più di 600 milioni di adulti con BMI superiore a 30, la soglia per l’obesità, secondo lo studio. La prevalenza dell’obesità è raddoppiata dal 1980 in più di 70 paesi ed è continuamente aumentata nella maggior parte delle altre nazioni. Sebbene la prevalenza dell’obesità nei bambini sia inferiore a quella degli adulti, il tasso di crescita dell’obesità infantile in molti paesi è stato superiore a quello degli adulti. Tra i 20 paesi più popolosi, il livello più elevato di obesità tra i bambini e i giovani adulti è stato negli Stati Uniti con quasi il 13%; l’Egitto risulta tra i paesi in testa alla lista per l’obesità adulta con circa il 35%. I tassi più bassi sono stati rispettivamente in Bangladesh e in Vietnam, all’1%. La Cina con 15,3 milioni e l’India con 14,4 milioni ha avuto il maggior numero di bambini obesi; Gli Stati Uniti con 79,4 milioni e la Cina con 57,3 milioni ha avuto il maggior numero di adulti obesi nel 2015”.

Secondo alcuni dati presentati in occasione dell’European Obesity Day 2017, lo scorso maggio, le persone obese in Italia sono 6 milioni, con oltre 100mila nuovi casi all’anno, circa 57mila morti per cause legate all’eccesso di peso e un impatto economico sul SSN di oltre 4,5 miliardi di euro l’anno: tra i fattori considerati, oltre ai costi sanitari in senso stretto, anche calo di produttività, assenteismo, mortalità precoce. Un’indagine condotta da EASO – European Association for the Study of Obesity evidenzia come tra la popolazione italiana vi sia un’errata percezione sulla natura, le cause e le cure per contrastare l’obesità. In termini di percezione, infatti, il 50% degli italiani ritiene che il proprio peso sia normale, mentre il 42% pensa di essere in sovrappeso. Circa il 10% di coloro che si descrivono in salute, è in realtà in sovrappeso; mentre il 18% di coloro che si descrivono in sovrappeso, risulta essere obeso. Da non dimenticare la gestione dell’obesità nei giovanissimi: nel nostro paese i bambini in sovrappeso sono il 20,9 per cento e quelli obesi il 9,8 per cento; oppure, coloro che sono colpiti da patologie psichiatriche correlate come i disturbi depressivi maggiori, del comportamento alimentare, crisi di iperalimentazione emozionale, schizofrenia o disturbi bipolari, un problema, quest’ultimo, molto frequente e che deve necessariamente essere affrontato prima e dopo l’intervento chirurgico.