Paziente emofilico e cure odontoiatriche: obiettivo è vincere la paura

 Il paziente emofilico è uguale a tutti gli altri, specialmente nel campo odontoiatrico. Vincere la “paura del dentista”, per i pazienti fragili, in particolare per l’emofilico, (la cui malattia congenita gli provoca un difetto di coagulazione del sangue) è uno dei messaggi che arriva al termine del Simposio “Approccio Multidisciplinare Odontoiatrico Nei Soggetti Fragili: Clinica, Ricerca Ed Esperienze Cliniche” in collaborazione con SIOCMF e SIOH, al centro dei lavori del 25° Congresso Nazionale CDUO – Collegio dei Docenti Universitari di Discipline Odontostomatologiche, che si concluso da pochi giorni a Roma,  a cura di Antonella PolimeniDirettore del Dip. Testa Collo del Policlinico Umberto I La Sapienza Università di Roma e Presidente SIOCMF ed Enrico F. Gherlone, Presidente del Collegio dei Docenti Universitari di discipline Odontostomatologiche.

“Grazie ad un accordo con l’Associazione Italiana centri emofilia, sono stati realizzati Protocolli che aumentano la sicurezza del paziente, già garantita dalle terapie attualmente disponibili. Il problema è diffondere i protocolli in ogni Centro di emofilia con l’obiettivo di formare i pazienti, i medici dei centri di emofilia e anche i dentisti pubblici e privati che lavorano nei pressi dei Centri di Emofilia. – ha dichiarato Francesco Riva Direttore del Reparto di Chirurgia Odontostomatologica Ospedale George Eastman dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico Umberto I di Roma, nel corso del Congresso.  D’altro canto, il paziente emofilico sapendo a cosa va incontro, deve avere una maggiore attenzione all’igiene orale, seguendo un’attenta prevenzione che va dal lavarsi i denti tre volte al giorno, ai controlli periodici per ridurre le carie e l’eventualità dell’estrazione di denti. Il problema inizia fin da piccoli, quando spuntano i primi dentini, con rischio di sanguinamento che non si ferma perché manca il fattore di coagulazione. Con la prima dentizione, è consigliabile dire alle mamme, quindi, di aumentare il fattore di coagulazione, per evitare il rischio dell’emorragia” prosegue Francesco Riva, che ha coordinatore un modello nel Lazio dove, attraverso la collaborazione tra l’Istituto Eastman e il Centro Emofilia del Policlinico Umberto I de La Sapienza di Roma, ha realizzato un efficace modello di cura odontoiatrica, che ha consentito anche una significativa riduzione dei costi.

Non solo emofilia, nel corso del Simposio ospitato durante il Congresso Nazionale CDUO si è affrontato, in generale, il tema dell’Odontoiatria speciale, settore che tratta pazienti con disabilità e fragilità in ottica di riportare la centralità dell’odontostomatologia nel complesso delle discipline mediche, obiettivo del Congresso CDUO.

 Migliorare il rapporto tra odontoiatra e pazienti fragili è un obiettivo realizzabile attraverso una migliore conoscenza sia da parte del medico ma anche da parte del paziente e dei suoi caregivers, ma anche e soprattutto, attraverso un ripensamento del rapporto medico-paziente, basato su un approccio più empatico, che miri ad entrare in relazione con il paziente e la sua unicità.

“Compito dell’Odontoiatra speciale – ha dichiarato Marco Magi, Presidente Nazionale Società Italiana di Odontostomatologia per l’Handicap S.I.O.H. – è saper accogliere, saper osservare, saper ascoltare il paziente per entrare in quel contatto empatico propedeutico di ogni relazione umana, comprendendone il contenuto e la rilevanza delle sue emozioni, dei suoi timori, delle sue paure e delle sue aspettative cliniche ed umane. Tutto questo rappresenta la condicio sine qua non per sviluppare e concretizzare l’umanizzazione del rapporto medico/paziente, dove il medico deve riappropriarsi di un ruolo centrale.”