FIBROSI POLMONARE IDIOPATICA, PRESENTATA AL PARLAMENTO EUROPEO LA CARTA DEL PAZIENTE

La Carta è stata presentata nel settembre 2014 al Parlamento Europeo durante la IPF WORLD WEEK, settimana che vede in Italia la partecipazione di 8 associazioni italiane e di 11 Centri Specializzati nella terapia della patologia. Da Torino a Catania sono moltissime le iniziative di informazione e sensibilizzazione che si susseguiranno su tutto il territorio nazionale. Obiettivo dell’iniziativa è promuovere la conoscenza della patologia, dell’importanza di una diagnosi tempestiva e di una corretta terapia che può migliorare sensibilmente la vita dei pazienti.

La Fibrosi Polmonare Idiopatica è una patologia polmonare interstiziale irreversibile, progressiva e fatale. Il tasso di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è solo del 20-40%, il che la rende molto più letale di molte forme tumorali. La patologia causa la cicatrizzazione dei polmoni, che distrugge irreversibilmente la normale struttura polmonare, ostacolando la normale capacità respiratoria.
“Ricordiamo che la fibrosi polmonare idiopatica – spiega il Prof. Carlo Albera, Direttore della Struttura Complessa di Malattie dell’Apparato Respiratorio dell’Università di Torino, Responsabile del Centro per le Interstiziopatie Polmonari e Malattie Rare del Polmone della AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano – è una patologia rara non ancora riconosciuta ufficialmente come tale in tutta Italia. Qui in Piemonte, come anche in Toscana, siamo riusciti ad ottenere il riconoscimento e quindi l’inserimento dell’IPF nell’elenco delle malattie rare, anche grazie alla sensibilità delle Autorità Sanitarie Regionali, e quindi a fornire ai nostri pazienti tutte le prestazioni diagnostiche e terapeutiche gratuitamente. E’ importante però che gli standard siano uguali in tutto il territorio nazionale e che tutti i pazienti abbiano le stesse possibilità in termini terapeutici e di presa in carico globale. La IPF Week è un’occasione per ribadire i diritti dei pazienti e favorire la conoscenza della patologia che, se diagnosticata precocemente, è oggi trattabile con successo.”
“Oggi la fibrosi polmonare idiopatica – spiega il Prof. Carlo Vancheri Professore ordinario di Malattie Respiratorie dell’Università di Catania e Direttore del Centro di Riferimento Regionale per le Malattie Rare del Polmone della Sicilia – è una patologia che può essere trattata farmacologicamente. E’ però fondamentale che la malattia venga diagnosticata precocemente e che i pazienti possano accedere a un Centro Specializzato, che garantisca loro una corretta presa in carico. Per avere una buona aderenza alla terapia è poi necessario dedicare il giusto tempo ai pazienti, mettendo in atto un processo di educazione necessario per massimizzare l’efficacia della terapia e offrire ai pazienti una qualità di vita migliore. Di fondamentale importanza è anche il follow up: i pazienti devono essere controllati regolarmente almeno una volta al mese, ma devono potersi rivolgere al Centro di Riferimento ogni volta che ce ne sia la necessità. Fondamentale è anche il ruolo delle associazioni di pazienti: il supporto, l’informazione e le azioni di awarness come la Carta del Paziente IPF possono migliorare sensibilmente la qualità della vita delle persone affette da IPF.”
L’associazione italiana Ama Fuori Dal Buio, con sede a Modena, è una delle 11 associazioni coinvolte nell’iniziativa. “Lo sviluppo della Carta – spiega Rosalba Mele, Presidente di Ama – rappresenta il più grande sforzo mai realizzato dalla comunità IPF europea. E’ la prima volta che i pazienti delle associazioni di tutta Europa chiedono con un’unica voce di fare luce sulle necessità dei pazienti. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza il supporto di InterMune, che ha creduto in noi e ci ha offerto la possibilità di incontrarci tutti insieme, condividere le nostre sfide e sviluppare questa Carta che speriamo possa davvero supportare la necessità di cambiamento nella gestione dell’IPF in Europa, garantendo un futuro ai pazienti che convivono con questa terribile malattia. Il nostro contributo ha visto coinvolti i pazienti e i familiari del Gruppo di Supporto nato dalla collaborazione con il Centro per le Malattie Rare del Polmone di Modena .”
“Siamo orgogliosi di aver potuto supportare l’iniziativa della Carta dei pazienti e la IPF WEEK 2014 – spiega Giacomo di Nepi, General Manager di InterMune Europa – che è essenziale per migliorare le cure e l’accesso ai servizi sanitari in Europa. Lo sviluppo di uno strumento simile fornisce a clinici, associazioni di pazienti e pazienti l’opportunità di lavorare insieme per identificare i punti chiave che possono e devono essere realizzati dai politici.” InterMune è orgogliosa di supportare le associazioni di pazienti in Europa e il loro impegno nello sviluppare un documento che possa giovare ai pazienti.

Informazioni sull’IPF

La fibrosi polmonare idiopatica (IPF) è una malattia irreversibile e fatale che è caratterizzata da una progressiva perdita della funzione polmonare a causa di fibrosi (cicatrizzazione) nei polmoni, i quali sono ostacolati nella loro capacità di assorbire ossigeno.[i] ,[ii] ,[iii] L’IPF provoca inevitabilmente mancanza di respiro ed una compromissione della funzionalità polmonare e della tolleranza all’attività fisica. .3,4,5 I pazienti affetti da IPF seguono decorsi clinici diversi ed imprevedibili, per cui non è possibile prevedere se un paziente progredirà lentamente o rapidamente, oppure quando il tasso di compromissione potrà cambiare. [iv] ,[v] Ai periodi di stabilità clinica transitoria nell’IPF, quando si verificano sussegue la progressione continua della malattia 6. Il tempo di sopravvivenza mediano dalla diagnosi è di 2-5 anni 4,6,7, con un tasso di sopravvivenza a cinque anni di circa il 20-40% 6,[vi] , che rende l’IPF più letale di molti tumori, compresi i tumori della mammella, dell’ovaio e del colon retto. 8,[vii] L’IPF si manifesta in genere in pazienti di età superiore a 45 anni e tende a colpire in misura lievemente maggiore gli uomini rispetto alle donne.

InterMune è un’azienda biotecnologica fondata sulla ricerca, sullo sviluppo e sulla commercializzazione di terapie innovative nel campo della pneumologia e nelle malattie fibrotiche orfane. In pneumologia, l’azienda è focalizzata sulle terapie per il trattamento della fibrosi polmonare idiopatica (IPF), una malattia polmonare progressiva, irreversibile, imprevedibile e fatale. Il pirfenidone, è approvato per la commercializzazione da parte di InterMune nell’Unione europea e in Canada con il nome commerciale Esbriet®. Il pirfenidone non è approvato per la vendita negli Stati Uniti. InterMune ha ripresentato la richiesta di New Drug Application (NDA) alla U.S. FDA il 23 Maggio 2014, per supportare la registrazione negli Stati Uniti. La richiesta è stata accettata dall’FDA e gli è stato assegnato un obiettivo Prescription Drug User Fee Act (PDUFA) per il 23 novembre 2014. L’FDA ha concesso al Pirfenidone la designazione di Breakthrough Therapy. Il 24 agosto 2014 Roche e InterMune hanno annunciato di aver stipulato un accordo definitivo di fusione attraverso il quale Roche acquisisce pienamente InterMune ad un prezzo di 74 dollari per azione, in una transazione interamente in contanti. La chiusura della transazione è prevista per il 2014. I programmi di ricerca di InterMune sono incentrate sulla scoperta di terapie mirate, piccole molecole e biomarcatori per il trattamento e il e monitoraggio delle gravi malattie fibrotiche polmonari. La realizzazione e la presentazione della Carta e le attività della IPF WORLD WEEK 2014 possibili anche grazie al supporto di InterMune.