PROGETTO “MARABOTTO”, LA PREVENZIONE DEI TUMORI AL SENO VARCA I CANCELLI DI REBIBBIA

Francesco Marabotto, persona di straordinaria sensibilità e grande giornalista dell’Ansa morto nel gennaio 2014, ha lasciato una importante eredità: un progetto, che porta il suo nome, per garantire anche alla donne in carcere di potersi sottoporre alla prevenzione del tumore al seno. Infatti l’esigenza di garantire lo screening dei tumori femminili in maniera sistematica e diffusa si scontra in carcere con le esigenze di sicurezza, con il risultato di fermare ogni iniziativa in tal senso. Per fare una mammografia o un’ecografia ogni donna dovrebbe essere accompagnata con scorta nella struttura sanitaria, con un’organizzazione e dei costi impensabili oggi. Per questo, il Progetto – dedicato a Marabotto che lo ha voluto e sostenuto – si propone di portare le attività di screening “a domicilio”, attraverso l’uso di pulmini, macchinari mobili e personale specializzato. E si propone di farlo da oggi in poi, garantendo continuità alle attività di prevenzione, finché sarà necessario.

L’Associazione “VIC – Volontari In Carcere” e l’Associazione Susan G. Komen Italia per la lotta ai tumori del seno insieme alla Direzione della Casa Circondariale Femminile Rebibbia, hanno unito le forze per promuovere alla fine del 2015 la prevenzione all’interno delle mura del carcere, estendendo le attività educative e di prevenzione alle donne detenute e al personale femminile di polizia penitenziaria e amministrativo dell’Istituto.

La Casa Circondariale Femminile di Rebibbia è il carcere femminile più grande d’Italia e d’Europa con oltre 300 donne detenute e oltre 150 donne che vi lavorano. A tutte loro viene offerta la possibilità di fare lo screening mammario con l’ecografia per le donne sotto i 40 anni e la mammografia per quelle che hanno un’età superiore. Portare la prevenzione secondaria tra le donne del carcere vuol dire restituire dignità e identità di genere anche a chi sta scontando una pena; vuol dire pensare alle donne non per il reato commesso ma come donne che hanno un futuro e hanno diritto a un futuro in salute; vuol dire rendere il carcere un’occasione di crescita e di cambiamento anche rispetto al proprio corpo e alla sua cura, alla attenzione a sé e agli altri nella gestione della salute.

Il progetto nasce da un’idea di Francesco Marabotto ed è a lui dedicato. Giornalista e uomo di cultura, mancato il 27 gennaio 2014 dopo una lunga malattia, Francesco Marabotto ha dedicato la sua vita professionale, svolta all’Ansa, all’informazione medico-scientifica, cercando di offrire un’informazione rigorosa, completa e attenta alle esigenze delle persone malate. Ha collaborato con il VIC, lasciando tra le sue ultime volontà la realizzazione del progetto per la salute in carcere. Per chi vuole contribuire sono a disposizione l’Iban IT24I0335901600100000114867 e il Cc/postale 71709000, entrambi con causale “Progetto Francesco Marabotto”.