PSORIASI A PLACCHE: SUL NEW ENGLAND JOURNAL OF MEDICINE L’EFFICACIA DI IXEKIZUMAB

Ottima tollerabilità, sicurezza e pelle pulita per circa 8 pazienti su 10. Risultati significativi registrati già a 12 settimane di trattamento, con un miglioramento rilevato già dalle prime due settimane. Sono questi alcuni dei risultati più incoraggianti delle tre ricerche in corso sull’efficacia di Ixekizumab in pazienti con psoriasi a placche da moderata a grave i cui risultati sono stati recentemente pubblicati sul New England Journal of Medicine e discussi anche a Parigi dove, fino al 9 luglio, è in corso il 5° Congresso PIN (Psoriasis International Network).

I tre studi di fase 3 (denominati UNCOVER-1, UNCOVER-2 e UNCOVER-3) hanno dimostrato l’efficacia e la sicurezza di Ixekizumab  a 12 settimane e il mantenimento crescente a 60 settimane. La pubblicazione registra dunque i grandi passi avanti della ricerca che, puntando con decisione sull’interluchina 17, si sta avvicinando rapidamente  alla remissione della malattia.

Dati importanti e molto soddisfacenti che incoraggiano a proseguire la ricerca in questa direzione ritenuta al momento la migliore per offrire al paziente cure che, superando gli standard attuali, rispondano alle sue legittime aspettative non solo di risoluzione delle placche psoriasiche sulla pelle ma anche del conseguente recupero di una soddisfacente qualità di vita dal punto di vista emozionale e relazionale, molto spesso messa in crisi da questa patologia.

In tutti e tre gli studi, una risposta clinicamente significativa al trattamento con Ixekizumab è avvenuta dopo sole 12 settimane di trattamento e sono stati dimostrati livelli di remissione elevata dopo 60 settimane di trattamento.

In tutte le fasi di studio sono stati analizzati sia gli indicatori PASI “Psoriasis Area Severity Index”, sia sPGA. L’indicatore PASI misura la portata e la gravità della psoriasi valutando arrossamento, spessore e desquamazione delle lesioni cutanee (classificate su una scala da zero a quattro), ponderata per la superficie di pelle coinvolta, mentre il sPGA è l’indicatore della valutazione del medico sulla gravità delle lesioni psoriasiche complessive di un paziente ​​ed è una misura consigliata dall’FDA statunitense per valutare l’efficacia di un trattamento. In tutti e tre gli studi, sPGA e PASI sono stati valutati anche a 60 settimane di trattamento con eccellenti risultati.

I risultati degli studi – In UNCOVER-1, Ixekizumab è stato somministrato ogni due settimane ed il risultato è stato significativamente superiore al placebo, con alti livelli di tollerabilità a 12 settimane. La maggioranza dei pazienti trattati, infatti, ha raggiunto il risultato di una pelle sostanzialmente pulita (PASI 90 per il 70,9% di essi) o completamente pulita (PASI 100 e sPGA 0 per oltre il 35,3%) con la completa risoluzione delle placche di psoriasi.

In UNCOVER-1 e UNCOVER-2, alti livelli di efficacia e tollerabilità sono stati raggiunti anche a 60 settimane di trattamento per i pazienti che avevano già ottenuto una risposta clinicamente significativa (sPGA 0 o 1) a 12 settimane. La maggioranza di questi pazienti ha raggiunto il risultato di una pelle sostanzialmente o completamente libera da placche. Dopo 60 settimane di trattamento il 76,5% dei pazienti ha raggiunto PASI 90 (pelle sostanzialmente pulita) e oltre la della metà di essi ha raggiunto la completa risoluzione delle placche psoriasiche sulla pelle (PASI 100).

In UNCOVER-3, sono stati ottenuti alti livelli di successo terapeutico con la somministrazione di Ixekizumab ogni quattro settimane, fino a 60 settimane, in pazienti inizialmente trattati con il farmaco ogni due settimane. In questo studio più della metà (55,3 per cento) ha raggiunto la completa risoluzione di placche sulla pelle (PASI 100).