RISCHIO OVERDOSE PER I BAMBINI: I GENITORI SBAGLIANO LE DOSI

di Johann Rossi Mason

Basterà anche un poco di zucchero per mandare giù la pillola così come cantava garrula Mary Poppins ma quando si tratta di bambini meglio andarci piano, il rischio infatti è quello di eccedere nelle dosi e rischiare il sovradosaggio o peggio, l’overdose. Il problema è sollevato da una ricerca appena pubblicata sulla rivista Pediatrics che ha evidenziato come alcuni metodi di misurazione e somministrazione dei farmaci ai bambini incrementano il rischio di sbagliarne il dosaggio.

Il rischio si annida nei misurini graduati e nell’indicazione data in quantità di cucchiaini come nel caso di gocce e sciroppi. Il dottor Shinna Yin professore associato alla New York Medical School ha sottolineato come i genitori che usano questi strumenti di misura rischiano quattro volte di più di somministrare al bambino la dose sbagliata di medicinale. La soluzione? Calcolare esattamente la dose da somministrare e utilizzare una siringa grande – alla quale sarà stato tolto l’ago – per visualizzare correttamente la quantità.

La siringa è infatti considerata il “gold standard” (il metodo ritenuto migliore dalla comunità medica) per non fare errori che potrebbero rappresentare un rischio per la salute dei più piccoli, considerato anche che molti farmaci nella formulazione pediatrica sono in forma liquida proprio per superare l’ostacolo della deglutizione di una compressa. Altri errori sono quelli di calcolo, molti farmaci infatti vanno dosati tenendo conto del peso del bambino, il che talvolta crea molta confusione oltre al rischio di confondere le unità di misura tra cc, millilitri, cucchiaini da caffè e da the. I ricercatori hanno rilevato che un ulteriore fattore di errore sono le dosi in frazioni di millilitro, ad esempio 2,5 o 7,5 e che riescono a essere più precisi con le cifre tonde, specialmente quando le famiglie appartengono ad una fascia socio-economica svantaggiata e hanno un background culturale basso, non sono madrelingua inglesi (lo studio è stato fatto negli Usa) e possiedono una scarsa cultura sanitaria.

Per giungere a queste conclusione i ricercatori hanno chiesto ai genitori di fare delle vere e proprie misurazioni pratiche: sono stati invitati nei laboratori dei National Institute of Health di Atlanta, New York e Stanford dove oltre 2000 genitori di bambini di età inferiore a 8 anni sono stati messi alla prova. In primo luogo è stato analizzato il grado di alfabetizzazione sanitaria mostrando ai volontari un foglietto illustrativo e chiedendo loro di leggere il testo, interpretarlo e fare qualche calcolo aritmetico per determinare la dose corretta. Poi la prova è passata alla fase pratica dove ogni soggetto doveva misurare le dosi di farmaco con diversi strumenti. I risultati sono stati preoccupanti: l’84,4% dei genitori ha commesso uno o più errori e quello più comune è stato l’iperdosaggio: il 68% versava nel contenitore troppo farmaco rispetto alle necessità. L’errore è pensare che i farmaci da banco, liberamente venduti senza prescrizione medica siano sicuri, mentre antidolorifici, antinfiammatori, se somministrati in dosi eccessive e in bambini molto piccoli possono dare reazioni gravi come dolori addominali, vomito, tachicardia, aumento della pressione sanguigna ma anche problemi renali o cardiaci. È necessario quindi sensibilizzare a questo rischio e aiutare i genitori sia a calcolare bene la dose esatta che ad abbandonare l’abitudine di dare sciroppi e gocce con un cucchiaino.