SE PERDI PESO INVERTI ANCHE I PROCESSI DI INVECCHIAMENTO

di Johann Rossi Mason

La perdita di peso successiva agli interventi di chirurgia dell’obesità non solo migliora la salute e i parametri ematici dei pazienti ma ha effetti diretti sull’invecchiamento, invertendo il processo di invecchiamento precoce, associato all’eccesso di peso.

In soli due anni pazienti ex obesi mostrano una diminuzione dei livelli di infiammazione e una maggiore lunghezza dei telomeri, piccole porzioni di Dna che si trovano alla fine di ogni cromosoma correlati alla durata della vita delle cellule e dell’intero organismo. Si comportano come un orologio interno ad ogni cellula che ne stabilisce la longevità. Si accorciano a ogni divisione cellulare ma subiscono l’effetto negativo dello stress ossidativo che li danneggia. Quando diventano troppo corti la cellula non si divide e viene rimpiazzata. Così come presentato al Meeting Frontiers in Cardiovascular Biology 2016.

“Le persone obese invecchiano precocemente” ha affermato il Dr. Philipp Hohensinner, ricercatore alla Medical University of Vienna e autore della ricerca “Ciò è dovuto ad un aumento dei livelli di infiammazione con il rilascio di citochine nell’organismo nel tessuto adiposo”.

Precedenti ricerche avevano svelato che le donne obese avevano telomeri più corti di quelle sane che godevano quindi di un “bonus” di circa 8 anni di vita. Questo studio ha incluso circa 76 pazienti di 40 anni in media con un indice di massa corporea di almeno 35kg/m2 e un Bmi medio di 44,5. Tutti i pazienti non erano in grado di perdere peso cambiando stile di vita e sono stati quindi candidati a chirurgia bariatrica di bypass gastrico. L’intervento riduce drasticamente la quantità di cibo che può essere assunta, questo permette una riduzione del 30-40% del peso già nel primo anno.

I ricercatori hanno sottoposto i pazienti a un prelievo di sangue prima dell’intervento e due anni dopo per misurare i marker di invecchiamento a distanza, il Bmi diminuiva drasticamente ad una media di 27,5 pari al 38% in meno rispetto alla media di partenza, risultato accompagnato dal crollo di citochine pro-infiammatorie e un aumento della interleuchina 10, una molecola antinfiammatoria.

Ma il risultato più rilevante emerso è che i telomeri erano più lunghi dell’80% rispetto al periodo precedente all’intervento. I livelli di ossidazione dei telomeri a due anni di distanza era di 3 volte più basso. “L’eccesso di grasso pone l’organismo in uno stato di stress cronico” spiega il Dr. Hohensinner “e ridurlo permette di fermarne gli effetti negativi, riducendo il processo di invecchiamento precoce”.