SEMPRE PIU’ ATTENZIONE ALLA PELLE DANNEGGIATA DALLE CURE ONCOLOGICHE

In questi anni, l’attenzione alle Tossicità Cutanee da Oncoterapia, è cresciuta e si è arricchita di una notevole casistica. Gli ambulatori dedicati che sono nati sono sempre più affollati di pazienti che chiedono l’aiuto di dei dermatologi esperti in effetti collaterali cutanei. Infatti, i farmaci per la patologia oncologica che comportano tossicità cutanea sono sempre più numerosi e, se da un lato la sopravvivenza grazie ad essi è decisamente migliorata, la qualità della vita acquista sempre più un valore da difendere e  assicurare. Se ne è parlato il  29 e il 30 settembre a Roma presso la Residenza di Ripetta (Via di Ripetta n° 231) durante la VI edizione del Board Scientifico “Il Corpo Ritrovato”, il gruppo di Dermatologi che si occupa dei danni causati dalle terapie oncologiche.

“La pelle è un complesso di strutture vive e bersaglio delle terapie antitumorali” spiega Maria Concetta Pucci Romano, Presidente del Board Il Corpo Ritrovato “Accudire la pelle è quindi fondamentale per impedire che la barriera dello strato corneo si rompa e determini lesioni, infiammazioni e lesioni”.

Tossicità – “E’ uno dei principali problemi per i pazienti oncologi, nonostante la maggiore efficacia, le terapie come chemio, radio e i nuovi farmaci biologici presentano un alto costo da pagare per circa il % dei pazienti: l’insorgenza di effetti collaterali e danni a livello cutaneo” spiega la dottoressa Gabriella Fabbrocini, specialista in dermatologia all’Università di Napoli e membro del Board Il Corpo Ritrovato “In particolare i nuovi biologici che hanno modificato in maniera la prognosi, agiscono attraverso l’inibizione dei fattori di crescita che sono molto espressi a livello cutaneo. Le manifestazioni sono di vari livelli di gravità e comprendono un ampio spettro di condizioni: dermatiti, xerosi ossia la secchezza cutanea, mucositi, fissurazioni e vere e proprie ragadi, rash cutanei, infiammazione dei follicoli piliferi, granulomi, alterazioni delle unghie”.

Alopecia e soluzioni – La perdita dei capelli è uno dei fenomeni che porta maggiore sofferenza psicologica e relazionale, tanto da rappresentare una causa di abbandono delle cure. Lo stress che ne consegue può portare un aggravamento della patologia ma oggi il dermatologo può affiancare il paziente e mettere a disposizione la sua competenza per soluzioni temporanee (come parrucche e le nuove protesi-epitesi) e definitive (ad esempio il trapianto).

Rischio di neoplasie cutanee da chemioterapia – Fondamentalmente anche il monitoraggio cutaneo per individuare eventuali lesioni precancerose causate dalla terapia. Si tratta di rari –per fortuna- melanomi iatrogeni che possono essere individuati tempestivamente con la dermatoscopia.

Laser per invecchiamento cutaneo indotto da farmaci – Ma nella cassetta degli attrezzi del dermatologo ci sono anche strumenti per risolvere i danni causati dalle sia pur indispensabili terapie che alterano il metabolismo sia cutaneo che ormonale determinando un invecchiamento precoce. “Molti di questi danni sono reversibili” spiega la dottoressa Norma Cameli, Dermatologa all’Istituto Regina Elena di Roma e membro del Board: “alcuni tipi di laser possono rappresentare un’efficace risposta al foto-invecchiamento agendo su macchie, esiti cicatriziali e segni determinati dalla perdita di proteine di sostegno. Strumenti che però vanno usati da professionisti esperti che conoscano i problemi di fragilità della cute dei pazienti oncologici”.

“Nei pazienti oncologici è più che mai necessario un percorso multidisciplinare di ‘accudimento dermatologico’ attivato sin dal momento della diagnosi” spiega la dottoressa Pucci Romano: “proprio in virtù dell’impatto fisico ed estetico della malattia e delle terapie. La malattia viene infatti percepita come un invasore estraneo e il paziente non sente il proprio corpo come un involucro in cui è sicuro ma come un elemento che lo ha tradito. Il lavoro dei nostri ambulatori è quello di recuperare questo rapporto e risolvere il ‘conflitto’ minimizzando o risolvendo quegli effetti anche estetici che fanno si che il malato non si riconosca. A conferma che il confine tra l’inestetismo e la malattia, in dermatologia, è assolutamente virtuale. Un adeguato supporto sia personale che tramite l’uso di tecnologie ‘friendly’ come la nuova App DOSkinCare sono uno strumento necessario a salvaguardare la qualità della vita –anche psicologica- di tutte le persone che affrontano un percorso difficile come quello di un cancro.

Medicina ‘proattiva’ – Per farlo viene sempre più adottato un modello di medicina ‘proattiva’ personalizzata, sistemica. Fondata su 4P che la contraddistinguono: personalizzata, predittiva, preventiva e partecipativa. Fa parte dell’accudimento anche la scelta del make up più adatto e a una cosmesi che non interferisca con i meccanismi biologici di una pelle alterata. Purtroppo in questo ambito grande è la confusione sotto al sole: Secondo il Cancer Research inglese e la BC Cancer Agency ad esempio un ‘detergente delicato’ deve avere le seguenti caratteristiche: essere senza profumo, con un pH compreso tra 5 e 6 senza lanolina e surfattanti. Eppure per i pazienti la definizione è vaga e lasciati a loro stessi acquistano prodotti che non rispondono a questi criteri.

Una dermocosmesi che riaspetti i canoni di EcoDermoCompatibilità, è auspicabile per ognuno di noi, a maggior ragione per un paziente oncologico.