SESSUALITÀ E NUOVE TECNOLOGIE: COME CAMBIA LA RELAZIONE DI COPPIA

Un popolo di timidi o semplicemente amanti delle care e vecchie maniere. Secondo l’indagine condotta dalla Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica (FISS) sul tema “Sessualità e nuove tecnologie: come cambia la relazione di coppia”, in occasione della III Settimana del Benessere Sessualein programma dal 1̊ all’8 ottobre 2016, gli italiani alle app e ai social network preferiscono la vita reale per conoscere nuovi partner. Non che snobbino completamente i nuovi mezzi di comunicazione. Anzi, la maggior parte confessa di usarli per il sexting, ovvero, lo scambio di messaggi dal contenuto sessualmente esplicito. Ma, sempre, rigorosamente, con persone che nella quotidianità frequentano o che comunque conoscono.

L’indagine si avvale di un campione di 1100 intervistati che hanno risposto a domande sulle abitudini in fatto di sesso unito alle opportunità che offre la rete, fedeltà al partner e relazioni che possono nascere daun rapporto di amicizia. Il quadro tratto è utile per capire quanto gli italiani siano stati finora influenzati anche nella sfera della sessualità dalle nuove tecnologie e schemi sociali.

L’app non basta. Gran parte degli intervistati dichiara di non aver mai usato un’applicazione per avere informazioni sul sesso ma chi l’ha fatto ammette di aver cercato consigli generici sulla sessualità, in primo luogo, e in seconda battuta in merito a infezioni sessualmente trasmissibili. Oltre il 50% si dice abbastanza soddisfatto e per nulla solo il 3%.

La schiera di chi ha usato un’applicazione per conoscere un nuovo partner è esigua: solo il 34% e comunque di non aver pagato per usarle (oltre l’85%). Fra le app più citate troviamoMeetic, Tinder e Badoo. Chi ha scaricato l’appricorda di averlo fatto per conoscere un nuovo partner fuori dalla solita cerchia di frequentazioni (64%) ma anche evitare l’imbarazzo di una conoscenza diretta (16%) e la mancanza di tempo per trovare un partner (15%).

In base all’indagine, i social network riscuotono più successo rispetto alle app: coloro che cercano qui l’anima gemella sono sempre la minoranza ma non così risicata (45%).  La maggior parte di loro lo fa senza una chiara aspettativa rispetto alla relazione da instaurare (36%) e solo il 4,6% spera in una relazione stabile.

Alla domanda se “ha intrapreso una relazione con una persona conosciuta virtualmente?”, vince il no ma solo di misura (50,4%) rispetto ai sì (495,6).  Coloro che dichiarano di aver ceduto alla tentazione di cercare una storia virtuale ammette la curiosità come prima motivazione, seguito dalla voglia di trovare una persona che condivida gli stessi interessi e dal desiderio di evadere dalla vita reale.

Quanto al sexting,la maggior parte degli intervistati afferma di aver avuto qualche esperienza al riguardo ma con persone conosciute nella vita reale (45,17%), pochi con perfetti sconosciuti (11%).

Traditori ma solo virtualmente. La maggior parte ha fatto sexting con persone diverse dal partner abituale e sempre con qualcuno conosciuto nella quotidianità anche se poi gran parte dichiara di trovare più soddisfazione nel rapporto con il partner (53%).

Le video chat sono snobbate dal 77% degli intervistati che dichiara di non averle mai usate a fini sessuali. Chi l’ha fatto ammette che lo scopo era la masturbazione (48%), una curiosità da esaudire (33%), un passatempo (19%) e solo il 2% per guadagno economico. In tanti però guardano i siti pornografici (oltre il 70%), per lo più “qualche volta” anche se il 4% lo fa come abitudine quotidiana. Il mezzo più usato per vagare sui siti hot è soprattutto il personal computer e lo smartphone ma un 2% rischia accedendo dal computer aziendale.

Con le idee chiare. Il 53% di chi cerca in rete materiale pornografico ha in mente delle categorie dell’oggetto del desiderio come le cosiddette milf o blonde.

Friendzone. Chi ci casca lo ammette ma per la gran parte degli italiani intervistati l’amico o l’amica non è un compagno di letto. La maggioranza, anche se risicata (52%), dichiara di non aver mai avuto rapporti con i propri amici anche se chi l’ha fatto afferma di esserne rimasto eccitato (43%), felice (31%) e solo in pochi casi “usato” (3%). Oltre il 50% non ha continuato ad avere rapporti sessuali con l’amico ma chi l’ha fatto ammette che si tratta solo di qualche scappatella occasionale (27%). La maggior parte erano amici stretti sia prima sia durante la frequentazione sessuale. E comunque, almeno secondo quanto dichiarano, tutti stanno attenti a rispettare i sentimenti di terze persone: la maggior parte infatti non ha avuto rapporti con amici mentre erano impegnati con altri partner.

Le nuove  tecnologie attirano ma con  cautela. “Assistiamo di certo ad un cambiamento nell’utilizzo di questi nuovi strumenti che si realizza con gradualità, però è in grado di fornirci una possibilità di previsione per  i rapporti futuri – commenta Roberta Rossi, presidente della FISS -.  I luoghi di incontro sono sempre più virtuali, la danza del corteggiamento segue nuove regole e poi se ci si piace e si decide di stare insieme magari si fa sexting per mantenere alta la tensione dell’erotismo.  Dobbiamo essere in grado di leggere la realtà attuale non criticando e condannando le nuove tecnologie ma cercando di cogliere l’aspetto innovativo di queste, e magari anche quello funzionale. Perché – spiega – è vero che abbiamo sempre meno tempo, che la socialità è spesso relegata alle chat e altri social, ma è pur vero che questo ci permette di essere in contatto con persone lontanissime: molte coppie oggi resistono alla lontananza data da motivi di studio e lavorativi, perché ci sono queste diverse opportunità di contatto. La distanza non è più un ostacolo, e la coppia comunque resiste. I rapporti sessuali con gli amici sono una realtà ma sempre nel rispetto di un eventuale partner, quindi si mantiene anche in questo caso la tradizionalità della coppia. Insomma, ne esce un quadro in cambiamento ma non rivoluzionario”.

Dati indagine. Il campione di circa 1100 persone è composto dal57,65% di donne, dal41,99% di uomini, dallo 0,09% di FtM (Female to Male) e dallo 0,27% diMtF (Male to Female). Le risposte sono state raccolte tramite la piattaforma surveymonkey da marzo a giugno 2016. La maggior parte non è sposato, convive ed è senza figli. Oltre il 50% possiede come titolo di studio la laurea, oltre il 60% è occupato o studente (18%) e vive al Centro o al Nord e in grandi città. Sul piano del credo religioso, per lo più sono atei (49%) seguiti subiti dai cristiani (41%) e da una buona percentuale (9%) di appartenenti ad altre fedi diverse dall’ebraismo e dall’islamismo. La percentuale di chi si dichiara eterosessuale è schiacciante (oltre l’80%) rispetto a chi è totalmente (3,4%) o prevalentemente (1,3%) omosessuale.