SPEGNI IL FUMO, ACCENDI LA VITA DOMANI IN CAMPIDOGLIO

Il Tabagismo è definito dall’OMS come la “prima causa di morte evitabile al mondo”. Ogni anno il fumo uccide 6 milioni di persone al mondo, 650 mila in Europa. In Italia il tabagismo provoca 80 mila morti ogni anno. Fuma il 21% dei cittadini italiani, e 7 ragazzi su 10 hanno cominciato a fumare prima dei 18 anni. Se non si attueranno seri programmi di prevenzione, entro il 2030 il tabacco ucciderà 8 milioni di persone all’anno. L’80% di queste vittime saranno di Paesi a basso e medio reddito. Ne risulta che il tabacco è un prodotto di libera vendita che uccide i due terzi dei suoi consumatori.

I divieti di fumare nei luoghi di lavoro e di svago, hanno prodotto risultati importanti nel contenere il consumo di tabacco. Tuttavia le leggi da sole non sono sufficienti. Occorre una prevenzione in grado di raggiungere obiettivi di riduzione del fenomeno. Purtroppo i programmi attuati in Italia non hanno prodotto risultati di grande rilievo negli ultimi anni, perciò si assiste ad una stabilità del consumo, specie tra i giovanissimi.

L’Agenzia Nazionale per la Prevenzione, con i suoi esperti e le esperienze maturate in oltre venti anni di lavoro, offre il proprio contributo a istituzioni e organizzazioni impegnate nella promozione della salute, in un’ottica di rete, con il progetto “SPEGNIILFUMOACCENDILAVITA”.

 

Uno dei comuni denominatori delle patologie da dipendenza è il dispendio di enormi quantità di denaro, che molte volte mandano in rovina la gente, come accade anche per la dipendenza da gioco. Il Tabacco non si allontana da questa regola. Una famiglia in cui fumano più persone, in una vita spendono l’equivalente di un appartamento. A chi hanno versato questo denaro? Per il 76% allo Stato e il resto alle compagnie anglo-americane del tabacco. Solo che lo Stato poi spende altrettanto per curare le malattie causate dal Fumo, mentre le compagnie del Tabacco incassano e basta. Le sigarette costano care sia per il danno alla salute, sia in termini economici. Anche una semplice riduzione del consumo crea risparmio per il cittadino e per la nazione.

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Un fumatore italiano in media consuma 5000 sigarette l’anno, pari a 250 pacchetti. Calcolando un costo medio di 5 euro a pacchetto in un anno spende in media 1.250 euro. In trent’anni di tabagismo spende 37.500 euro, il valore di un’auto di lusso, di venti vacanze ai caraibi o di una prestigiosa multiproprietà. In una famiglia in cui fumano genitori e due figli, in una vita spendono l’equivalente di un appartamento. L’appartamento viene offerto per il 76% allo stato, per la restante parte alla filiera del tabacco e alle compagnie anglo americane che ne detengono il mercato.

Un fumatore che smette si regala da solo l’equivalente di un aumento dello stipendio. Il costo di un programma di 6 settimane di trattamento del Tabagismo condotto da specialisti si aggira in media sui 150 euro ed è stato calcolato sulla media del costo delle sigarette fumate nelle sei settimane. Se il fumatore raggiunge l’obiettivo, avrà pagato il programma col denaro delle sigarette non fumate.

 

Il progetto “SPEGNIILFUMOACCENDILAVITA” venne realizzato per la prima volta nel 2010 con Reach Italia Onlus, e presentato all’Unità di Tabaccologia dell’università Sapienza di Roma.

Da un lato incoraggia i fumatori a smettere indirizzandoli al numero verde contro il Fumo dell’Istituto Superiore di Sanità (800.554088) e dall’altro aiuta i giovani a non cominciare diffondendo nelle scuole il film “THE ANSWER. La risposta sei tu” realizzato dall’ex Ministro della Salute, Prof. Girolamo Sirchia, per la Fondazione “Il Sangue” di Milano, in collaborazione con l’Agenzia Nazionale per la Prevenzione.

Il denaro può essere utilizzato per farsi del male o del bene. E c’è anche una terza via, quella del valore etico, di fare del bene anche ad altri.

Il progetto “SPEGNIILFUMOACCENDILAVITA” insiste su questo valore incoraggiando i fumatori asmettere con i servizi territoriali dei Centri Tabagismo, promuovendo il numero verde contro il Fumo dell’Osservatorio Fumo Alcol Droghe dell’Istituto Superiore di Sanità (800.554088). Contestualmente invita a devolvere una minima parte del denaro recuperato a sostegno di chi vive nell’indigenza.

 

I fumatori hanno cento buoni motivi per liberarsi dalla dipendenza dal tabacco. Ne suggeriamo una in più. Usare una minima parte del denaro speso per le sigarette per sostenere a distanza un bambino sfortunato, nei Paesi più poveri del mondo. Fatelo col denaro delle sigarette non fumate.

Pochi centesimi al giorno bastano ad aiutare i bambini più bisognosi e meno fortunati, attraverso il sostegno a distanza, per condizioni di vita più dignitose.

 

L’Operatività

 

Per promuovere l’iniziativa verranno realizzati banchetti per la distribuzione di volantini e materiale informativo durante il lancio della campagna, a partire dalla Giornata Mondiale senza tabacco del 31 maggio 2017, promuovendo il numero verde ISS-OFAD, invitando i fumatori a misurare il monossido di carbonio (CO) espirato e ad accedere ai Centri Tabagismo riconosciuti dal Ministero della Salute. I volontari di Reach-Italia indosseranno per l’occasione delle magliette realizzate ad hoc per il lancio della campagna, a partire dal 31 maggio, nelle piazze di Milano, Segrate, Genova, Bologna, Firenze, Cesena, Roma, Rieti, Bari. Nell’arco di tre anni saranno aggiunte altre città.

 

La campagna viene presentata, con conferenze stampa, in presenza di autorità, coordinata dall’Agenzia Nazionale per la Prevenzione e con la direzione scientifica del prof. Giacomo Mangiaracina. L’attività di comunicazione è attivata con vari mezzi, per divulgare il messaggio chiave di questa iniziativa: Il denaro speso per le sigarette crea povertà e malessere. Se utilizzato per il sostegno a distanza di un bambino fa bene e crea benessere.