STAMINALI E FATTORI DI CRESCITA ENTRANO NELLA PRATICA CLINICA PER LA CURA DI ULCERE E FERITE DIFFICILI

Al Palazzo dei Congressi di Roma dal 6 all’8 marzo il V° Congresso

Nazionale CO.R.TE. ‘Conferenza Italiana per lo Studio e la Ricerca

sulle Ulcere, Piaghe, Ferite e la Riparazione Tessutale’

Mentre per altre specialità mediche le terapie biologiche sono ancora solo sperimentali, in questo settore specifico sono già utilizzate e in continua evoluzione

Le ulcere da decubito rappresentano la principale causa di morbilità e ridotta

qualità di vita per i pazienti e i loro caregiver. Non solo: la durata del ricovero

ospedaliero e i tassi di riospedalizzazione sono maggiori nei pazienti con

lesioni da pressione. Qualche dato: le stime attuali indicano che alle ferite è

da imputarsi quasi il 4% dei costi totali del sistema sanitario, e che questa

percentuale è in aumento: tant’è che i 2 milioni di italiani affetti da ulcere da

pressione incidono sui costi della sanità pubblica per quasi 1 miliardo di euro

l’anno.

E proprio per questo fa impressione scoprire che, nonostante la gestione delle

ferite croniche sia un tema importante sia dal punto di vista medico che da

quello economico, mancano linee guida italiane specifiche ed aggiornate che

ne consentano una gestione standardizzata e che permettano di inquadrarne

le giuste dimensioni e tutto ciò che ne consegue in termini di impegno

assistenziale e di costi sociali e finanziari.

Sono questi i tempi al centro del V Congresso Nazionale CO.R.TE. – Conferenza

Italiana per lo Studio e la Ricerca sulle Ulcere, Piaghe, Ferite e la Riparazione

Tessutale – presieduto dal professor Nicolò Scuderi, direttore della clinica

di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva de ‘La Sapienza’ di Roma che vede riuniti

a Roma fino a sabato 8 marzo migliaia tra medici, infermieri aziende e

amministratori pubblici per confrontarsi sulle novità della ricerca e sui problemi

sempre più pressanti legati all’invecchiamento della popolazione, all’aumento

della spesa e alla riduzione dei finanziamenti del Ssn.

All’impiego delle medicazioni tradizionali ed avanzate, negli ultimi anni si sono

affiancate tutta una serie di nuove possibilità di trattamento per le ulcere

torpide e le ferite difficili, che vanno dalle terapie biologiche, a quelle fisiche

a nuove tecniche chirurgiche. In grande espansione è in particolare il settore

delle terapie biologiche, ormai una realtà clinica consolidata nei centri italiani

specializzati.

Per terapie biologiche si intendono l’uso di farmaci biologici, il plasma ricco di

piastrine (PRP), le staminali mesenchimali da tessuto adiposo, l’inoculazione

di componente stromale e di fattori di crescita purificati. Il plasma arricchito di

piastrine viene utilizzato in clinica in diversi ambiti; le piastrine, fondamentali

per bloccare le emorragie, sono frammenti di cellule contenenti granuli ricchi

di fattori di crescita. E sono proprio questi fattori di crescita ad avere un ruolo

importante nella rigenerazione vascolare e tessutale; questa loro azione si

sfrutta in terapia attraverso l’applicazione di pappe piastriniche e di plasma

ricco di piastrine.

Di grande interesse è la terapia cellulare con staminali mesenchimali derivate

dal tessuto adiposo,che rappresenta un’evoluzione del lipofilling, tuttora

ampiamente utilizzato ad esempio nel trattamento delle radiodermiti e delle

cicatrici. L’inoculazione della frazione stromale, ricca di fattori di crescita,

viene riservata ai casi in cui sia fondamentale un’azione rigenerativa, come

nel lichen sclero-atrofico, una precancerosi invalidante soprattutto nella

localizzazione genitale, nella sclerodermia per il miglioramento della loro cute

atrofica o nel trattamento delle cicatrici.

Fattori di crescita purificati come il cheratinocyte growth factor vengono

utilizzati per curare le mucositi da radiodermite, come anche l’epidermal

growth factor o miscele di fattori di crescita, come quelle contenute nel

colostro bovino purificato. Sempre con la tecnica del DNA ricombinante

vengono prodotte medicazioni avanzate contenenti metallo proteinasi.

Tra i farmaci biologici, quelli più utilizzati in questo settore sono gli anticorpi

monoclonali anti-TNF alfa, usati come anti-infiammatori ad esempio nella

psoriasi o nel trattamento del pioderma gangrenoso, una manifestazione

dermatologica associata al morbo di Crohn. Gli anti-VEGF possono essere

utilizzati per il trattamento di ulcere tumorali; il rituximab (anticorpo

monoclonale diretto contro i linfociti CD-20) viene utilizzato per il trattamento

delle lesioni pemfigoidi.

Tra le terapie fisiche, quelle più utilizzate in ambito ulcere torpide e ferite

difficili sono le onde d’urto, che ‘risvegliano’ le cellule, modificandone la loro

capacità metabolica e la terapia a pressione negativa, che ‘asciuga’ le ulcere e

stimola la riattivazione del processo di guarigione.