TOSSINA BOTULINICA UNA O DUE VOLTE L’ANNO PER L’INCONTINENZA URINARIA

L’infiltrazione vescicale con tossina botulinica è un’opzione sicura, efficace e già autorizzata in Italia per il trattamento dell’incontinenza urinaria da urgenza, da prendere in considerazione laddove il trattamento farmacologico orale fallisce. Offre i vantaggi di un approccio mini-invasivo, ripetibile, con un alto profilo di sicurezza. Il sistema sanitario nazionale in alcune regioni, tra le quali il Lazio, ha approvato un “pacchetto ambulatoriale complesso” specifico, (il cd. PAC) cioè un sistema di accesso al trattamento con tossina botulinica in ambiente pubblico che consente un percorso rapido dalla diagnosi fino all’effettuazione della procedura. Questo consentirà in breve l’avvio negli ambulatori specialistici di giornate dedicate a questo trattamento, limitando così i tempi di attesa e consentendo un incremento del numero di prestazioni /anno.

Il trattamento si rivolge a persone con un problema d’incontinenza da urgenza spesso secondaria ad iperattività detrusoriale, contrazioni involontarie del muscolo vescicale (detrusore), che determina la necessità e l’urgenza di dover correre improvvisamente al bagno. Il trattamento consiste in alcune infiltrazioni nella parete vescicale, mediante cistoscopia, con dosaggi fissi di tossina botulinica di tipo A.

La prestazione può essere erogata in sede ambulatoriale, in day hospital o talvolta con un ricovero a seconda dell’organizzazione della singola regione e/o delle condizioni di salute del paziente. . Il trattamento è mini-invasivo e il paziente può tornare a casa dopo poche ore. E’ ben tollerato e ha dimostrato significativi benefici. La durata di azione è di circa 6 mesi per la vescica idiopatica e di 9/10 mesi per la neurogena, che necessita di dosaggi più elevati. . Il trattamento, dunque, può essere eseguito con una frequenza di una o due volte l’anno, contribuendo, anche sotto questo profilo, a determinare miglioramenti sulla qualità di vita delle persone che ne soffrono. La tossina botulinica, esercita la sua efficacia modulando il rilascio di diversi neurotrasmettitori che possono agire su percorsi efferenti (l’acetilcolina) ed afferenti (come CGRP, Sostanza P) determinando così rilassamento muscolare e riduzione dell’urgenza.

Grazie al suo meccanismo d’azione, da oltre vent’anni la tossina botulinica è utilizzata come efficace strumento terapeutico per la cura di pazienti affetti da diversi disturbi neurologici caratterizzati da dolore severo, eccessiva ed irregolare contrazione muscolare o attività ghiandolare, a beneficio di persone affette da disturbi debilitanti quali, disordini del movimento, spasticità, iperidrosi, emicrania cronica ed incontinenza dimostrando miglioramenti non solo in termini clinici ma anche di qualità di vita e di relazioni.

E’ somministrata in piccole dosi terapeutiche attraverso iniezioni dirette nell’area da trattare, a seconda dell’uso medico. Il trattamento può essere eseguito in tutti i centri di urologia uro-ginecologia. Tuttavia in Italia non esiste ancora una rete organizzata di centri per l’incontinenza. A questo fa eccezione l’esempio “virtuoso”del Piemonte dove non solo è stata realizzata una rete per l’incontinenza, ma è stato anche definito e approvato (primo in Italia) un Pacchetto Ambulatoriale Complesso (PAC) per il trattamento dell’incontinenza urinaria con tossina botulinica. Quindi, seppure è formalmente possibile accedere a questa terapia in regime di rimborsabilità da parte del SSN, nella pratica quotidiana i pazienti soffrono ancora di una non linearità del percorso diagnostico e terapeutico. Con il PAC si fornisce una guida per favorire tale percorso migliorando la qualità dei servizi e ottimizzando il supporto al paziente.