TRAPIANTI: IN ITALIA CRESCITA RECORD NEL 2016 DI DONAZIONI E INTERVENTI

Il 2016 ha segnato un vero e proprio record per il numero complessivo dei donatori nel nostro Paese: lo scorso anno sono stati 1.596 contro i 1.489 del 2015. Un importante incremento, dovuto sia alla crescita dell’attività sull’intero territorio nazionale, sia alla progressiva diffusione della donazione a cuore fermo. Il trend positivo è confermato anche dall’aumento dei donatori utilizzati, che superano per la prima volta la quota dei 1.300 (contro i 1.165 del 2015). I dati sono stati illustrati il 10 gennaio 2017 dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e il direttore del Centro nazionale trapianti,  Alessandro Nanni Costa.

Le opposizioni alla donazione si attestano stabili intorno al 30%; la riduzione di questo dato rappresenta la sfida principale per la Rete Nazionale Trapianti nel 2017. Il 2016 si è concluso con un altro record: cresce del 13% il numero dei pazienti trapiantati rispetto all’anno precedente, un incremento mai raggiunto negli ultimi anni. Il dato complessivo registra, infatti, 3.736 trapianti da donatore cadavere e vivente, contro i 3.327 del 2015, e mostra una crescita nell’attività trapiantologica per tutti gli organi: 2.086 per il rene (1.882 nel 2015), 1.235 per il fegato (1.094 nel 2015), 267 per il cuore (contro 246 del 2015), 154 per il polmone (112 nell’anno precedente) e 69 per il pancreas (contro i 50 del 2015).

Stabili nel 2016 le liste di attesa per i trapianti, con alcune positive novità: per la prima volta la lista del rene e quella del polmone sono in diminuzione rispetto all’anno precedente; la riduzione della lista del rene è pari a 300 pazienti. Al 31 dicembre 2016, i pazienti in lista di attesa sono stati 8.856: la maggior parte di questi è in lista di attesa per ricevere un trapianto di rene (6.598); sono 1.041 i pazienti iscritti in lista per il fegato, 742 per il cuore e 346 per il polmone. Nel 2016 sono state realizzate due catene di trapianti di rene da vivente in modalità cross-over innescate da una donazione samaritana. L’ultima catena si è sviluppata tra dicembre 2016 e gennaio 2017: grazie al terzo donatore samaritano nel nostro Paese, sono state coinvolte 5 coppie donatore/ricevente incompatibili tra loro. I centri trapianto che hanno sviluppato questa catena di solidarietà sono stati 4  (Vicenza- Ospedale San Bartolo, Palermo- Ospedale Civico, Pisa- Ospedale di Cisanello e Parma- Ospedale Riuniti), in collaborazione con gli operatori della Polizia di Stato, che ha assicurato il rapido trasporto degli organi con personale della Polizia Stradale. Cresce anche l’attività di donazione e trapianto di cellule staminali emopoietiche: nel 2016, gli iscritti al Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo (IBMDR) sono stati 498.000 contro i 469.000 del 2015. I trapianti da donatore volontario adulto sono stati 742 (contro i 704 del 2015) mentre i trapianti da donatore familiare semi-compatibile (noto come trapianto aploidentico) sono stati 360 (mentre nel 2015 erano 338).

Continua l’impegno del Ministero della Salute e del Centro Nazionale Trapianti sul fronte delle iniziative di comunicazione per aumentare la corretta informazione sul tema nel nostro Paese. I cittadini che hanno deciso di registrare al proprio Comune il consenso alla donazione di organi e tessuti in occasione del rinnovo della carta d’identità sono oltre 380.000, mentre le amministrazioni comunali che hanno attivato questa procedura sono 1.350. La media delle dichiarazioni di volontà rilasciate all’ufficio anagrafe ogni giorno è pari a 1.000. Inoltre prosegue nel 2017 la campagna Diamo il meglio di noi, un’iniziativa dedicata alle grandi organizzazioni pubbliche e private per diffondere tra i propri dipendenti la cultura del dono e aumentare il numero delle dichiarazioni di volontà. Diamo il meglio di noi diventa la campagna di punta di quest’anno e si pone l’obiettivo di aumentare sensibilmente il numero dei partner (ad oggi 26, tra cui: l’Istituto Superiore di Sanità, l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Eataly, Telethon e la Fondazione U. Veronesi) e coinvolgere le Regioni italiane nell’adesione alla campagna, moltiplicando il numero delle iniziative e degli eventi sul territorio nazionale.