TUMORI CEREBRALI, ARRIVA IN ITALIA IL PIU’ MODERNO GAMMA KNIFE PER LA RADIOCHIRURGIA

Fondazione Poliambulanza è il primo Istituto Ospedaliero in Italia a dotarsi dell’innovativo sistema Leksell Gamma Knife Icon, l’ultima evoluzione tecnologica nel campo della radiochirurgia stereotassica.

Il nuovo modello Icon rende possibile ampliare di circa il 20% le possibilità di trattamento, introduce la possibilità di utilizzare una maschera termoplastica personalizzata per un maggior comfort del paziente e garantisce una maggiore precisione e accuratezza grazie a un sistema di Imaging stereotassico integrato (da qui il nome Icon che in greco significa Immagine) e di un Adaptive Dose Control che aggiorna in tempo reale, per ogni seduta terapeutica, il piano di trattamento e l’erogazione della dose.

«L’innovazione rappresenta per Poliambulanza un valore» dichiara il Prof. Mario Taccolini, Presidente di Fondazione Poliambulanza e Prorettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. «Nel corso degli anni abbiamo raccolto la sfida di essere un ospedale moderno, cercando di armonizzare il progresso sanitario-tecnologico con una visione del paziente come persona nella sua totalità. L’innovativo modello Gamma Knife Icon arricchisce e completa l’offerta curativa radioterapica e neurochirurgica del nostro territorio, già eccellente per professionalità e disponibilità tecnologiche».

La radiochirurgia consente di colpire con un’elevata dose di radiazioni lesioni cerebrali di dimensioni ridotte, tumorali e non, in modalità mini-invasiva cioè senza richiedere alcuna incisione del cranio e senza ledere le parti cerebrali sane limitrofe ponendosi quale alternativa consolidata all’intervento chirurgico tradizionale.

Una delle metodiche di radiochirurgia stereotassica è la Gamma Knife, una forma speciale di radioterapia che utilizza un sistema multisorgente per somministrare raggi gamma con precisione al decimo di millimetro. I raggi emessi convergono in elevata dose nel medesimo punto (isocentro) e in bassissima dose nei tessuti sani circostanti. La testa del paziente viene posizionata in modo tale che la lesione coincida con il centro focale in cui collima la massima quantità di raggi. Durante l’irradazione sia la testa del paziente che le sorgenti radianti sono fisse: questo garantisce la massima precisione di trattamento.

Le applicazioni

Ad oggi vengono trattati con Gamma Knife circa 79.000 nuovi pazienti all’anno nel mondo. In Italia, la tecnologia Gamma Knife è presente solo in 7 centri.

Oltre ai tumori cerebrali maligni e benigni, è possibile trattare alcune malformazioni vascolari (MAV, angiomi cavernosi, fistole durali) e alcune patologie funzionali quali la nevralgia trigeminale, alcune forme di epilessia e alcuni tipi di patologie del movimento. Recenti attività di ricerca clinica offrono risultati promettenti anche in campo oftalmologico.

Nei centri Gamma Knife nel mondo, le patologie maggiormente trattate sono i tumori maligni (44,2%) e i tumori benigni (36,8%), seguono le malformazioni vascolari (11,3%), i disturbi funzionali (7,3%) e, in ultimo, i disturbi oculari (0,4%).

I vantaggi della radiochirurgia stereotassica

La radiochirurgia allarga lo spettro delle patologie cerebrali trattabili, consentendo di raggiungere aree profonde del cervello difficilmente operabili oppure di intervenire su pazienti il cui stato clinico non permette di sostenere una procedura chirurgica. A questi vantaggi si aggiungono tempi di ricovero ridotti (circa 1-2 giorni) e nessuna riabilitazione post-operatoria.

I più recenti protocolli terapeutici identificano la radiochirurgia anche come complemento alla chirurgia, alla radioterapia eseguita con altri tipi di apparecchiature (acceleratori lineari) e ai trattamenti chemioterapici.

I vantaggi dell’innovativo modello Leksell Gamma Knife Icon

La radiochirurgia Gamma Knife viene impiegata da circa quarant’anni. Importanti miglioramenti in termini di precisione e accuratezza sono stati introdotti progressivamente, ma l’innovazione maggiore è rappresentata dal nuovissimo modello Leksell Gamma Knife Icon, che presenta alcune rilevanti novità.

Sistema di Imaging stereotassico integrato. Il nuovo sistema permette l’utilizzo di una maschera termoplastica in alternativa al casco stereotassico. L‘identificazione delle coordinate stereotassiche può essere ora svolta da un’innovativo sistema di Stereotactic Imaging, una sorta di TAC a bassa dose integrata nella macchina, che stabilisce la posizione di ogni punto della testa rispetto alle sorgenti di raggi gamma.

Un sistema di controllo monitora la posizione della testa non soltanto prima della seduta ma anche durante il corso dell’intera erogazione della dose radioterapica. Nel momento in cui vengono rilevati spostamenti della testa pari a più di 1,5 mm, l’irradiazione viene immediatamente interrotta.

Maggiore comfort per il paziente. In casi selezionati è possibile eseguire il trattamento in modalità ‘frameless’ ovvero con l’utilizzo di una maschera termoplastica, una sorta di rete preriscaldata e applicata sul volto del paziente in modo tale da aderirvi perfettamente e da mantenerlo fermo.

L’utilizzo della maschera termoplastica agevola la “radiochirurgia multisessione”, evitando di mantenere il casco fissato sul cranio anche negli intervalli di tempo che separano una sessione dall’altra.

Maggiore possibilità di trattamento. E’ ora possibile trattare lesioni multiple dislocate in zone cerebrali periferiche, aumentando così del 20% circa le possibilità di trattamento.

Maggiore sicurezza. Il nuovo modello è dotato di un sistema Adaptive Dose Control che aggiorna in tempo reale, per ogni seduta terapeutica, il piano di trattamento e l’erogazione della dose offrendo al paziente il miglior controllo della dose erogata.

Ottimizzazione del workflow: L’imaging stereotassico integrato consente una ottimizzazione di tutto il percorso terapeutico del paziente. La fase di imaging propedeutica alla preparazione del piano di trattamento può essere completamente “frameless”, quindi tale da non richiedere necessariamente l’utilizzo del casco, e solamente al momento del trattamento il medico stabilisce quale è il sistema di immobilizzazione più adeguato (casco o maschera).

Competenze multidisciplinari

La nuova tecnologia richiede un indispensabile lavoro d’équipe: il neurochirurgo, il radioterapista, l’oncologo ed altri specialisti partecipano a meeting multidisciplinari in cui si analizzano i casi e si propongono le indicazioni al trattamento, che, oltre alla Gamma Knife, può prevedere il ricorso ad altre modalità di radioterapia, oppure ad intervento chirurgico o a terapie sistemiche. Inoltre è fondamentale il contributo del fisico sanitario per gli aspetti dosimetrici e del personale tecnico per le fasi operative del trattamento.

 Breve storia di Gamma Knife

Gamma Knife fu ideata dal neurochirurgo svedese Lars Leksell (1907 – 1986) con l’aiuto del fisico Borjie Larsson, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Lars Leksell sviluppò il concetto di radiochirurgia impiegando per la prima volta i raggi gamma per colpire le aree malate del cervello. L’apparecchio Gamma Knife, perfezionato grazie alla consulenza di fisici, informatici e radioterapisti, fu brevettato nel 1968. Il nome knife (bisturi) evidenzia quanto l’estrema precisione dei raggi gamma potesse simulare l’azione di un bisturi nelle mani di un chirurgo. Il lancio internazionale di Gamma Knife fu nel 1987.