UNIVERSITA’: LA GRANDE FUGA DEI FUTURI MEDICI ITALIANI

Quali sono le università più richieste dagli aspiranti camici bianchi? Quali assicurano il riconoscimento del titolo? Cosa prevedono i test d’ingresso nelle università straniere? Come costruire una carriera in medicina con prospettive internazionali? Rispondono i ragazzi che hanno deciso di guardare oltre i confini del loro mondo.

Continua a salire il tasso di studenti italiani che, determinati a realizzare il proprio sogno, decidono di guardare all’estero, studiando medicina in atenei che garantiscono una brillante preparazione e assicurano allo studente un’esperienza di vita unica con migliori prospettive occupazionali e retribuzioni più alte del 40% rispetto ai propri colleghi. Secondo la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, infatti, i medici laureatisi iscritti all’Albo e in possesso di laurea conseguita all’estero sono più di tremila. E la tendenza oltre che in aumento, è trasversale a molte altre discipline. Nel 2013, i laureati emigranti erano 19 mila, mentre nel 2016 sono diventati 35 mila, tra i 25 e i 39 anni.

 

L’addio all’Italia per inseguire il sogno di indossare il camice bianco è stata la scelta di Monica, Marta e Francesco tre studenti che, valigia alla mano, sono partiti alla volta di Praga e Brno, due tra le mete più gettonate e autorevoli nel panorama europeo. Monica frequenta la Charles University di Praga, considerata una delle 30 migliori d’Europa e tra le 200 migliori al mondo, mentre Marta e Francesco sono iscritti presso la Masaryk University di Brno, la seconda Università della Repubblica Ceca e polo innovativo nel settore della ricerca scientifica.

 

Monica, Marta e Francesco sono tre dei circa 57.000 studenti italiani che lasciano il Bel Paese per intraprendere una carriera internazionale in atenei europei. Una tendenza in crescita negli ultimi anni (+3,1%) che trova nell’offerta formativa l’elemento determinante nella scelta di muoversi oltre confine.

 

Infatti, le Università straniere prevedono un’elevata percentuale di lezioni pratiche, gli studenti esaminano i pazienti già dai primi anni di corso, come previsto da curriculum e il programma di studi comprende la formazione pratica presso gli ospedali universitari dove gli alunni realizzano pratiche cliniche con pazienti reali, lavorando in piccoli gruppi a stretto contatto con i professori. Cruciale è il momento dell’orientamento che aiuta i ragazzi a capire che carriera vogliono intraprendere, a districarsi tra le diverse opzioni valutando le migliori possibilità offerte dagli atenei d’Europa ed infine a strutturare una preparazione adeguata a 360°.

 

Decisivo è il test di ingresso all’estero “Ogni Università ha una selezione diversa e noi ragazzi ci prepariamo con percorsi specifici che prevedono una parte teorica di video lezioni in lingua inglese sottotitolati con del materiale a supporto, e una parte pratica composta da Problem Set e da prove di simulazione” – spiega Francesco – “All’estero i test di ingresso non prevedono domande di logica, a differenza di quanto accade in Italia e noi studenti abbiamo più tempo per poter rispondere. Inoltre, è molto importante il voto di maturità o la media voti conseguita negli ultimi anni della scuola superiore”.

Vengono da tutta Italia: Milano, Venezia, Bolzano, Macerata, Bari, Palermo e approdano a Pilsen, Brno o Košice con il solo obiettivo di specializzarsi in medicina. “Studiare all’estero ti dà la possibilità di intraprendere una carriera internazionale inserendoti nel mondo del lavoro oppure tornare in Italia per praticare la professione” – spiega Elisabetta neolaureata in Medicina presso la Masaryk University di Brno – “Lavorare in un altro Paese è

 

stimolante nelle relazioni che si creano con i colleghi e con i pazienti e nel mio caso avere studiato nel cuore dell’Europa mi ha dato la possibilità di viaggiare e cercare sempre nuove opportunità”.

E in merito al rientro in Italia? I dati dimostrano come l’80% degli studenti sceglie di continuare i suoi studi all’estero, leggendo in questo percorso un’opportunità che potrà realmente fare la differenza per il loro futuro.

 

Infatti, la laurea conseguita negli Atenei stranieri è un titolo accademico accettato e “abilitante” in tutta Europa, che permette al neo-medico di iscriversi direttamente all’Albo dei medici locale e iniziare a praticare aumentando così le possibilità di inserimento nel mercato del lavoro. Un ulteriore incentivo è l’aspetto economico poichè, come certifica la società di ricerca Willis Towers Watson, un laureato magistrale in Italia guadagna circa 4.700 euro l’anno lordi in meno rispetto a un suo coetaneo con lo stesso titolo di studio in Germania, Francia, Olanda o Regno Unito.