UNIVERSITA’ SAN RAFFAELE, IL NOBEL MURAD INAUGURA CENTRO RICERCHE “MEBIC”

Su tre super microscopi all’avanguardia sono il cuore del nuovo laboratorio MEBIC, nato dal Consorzio interuniversitario tra gli atenei romani San Raffaele e Tor Vergata. Il centro di ricerca, che ha la sua sede operativa presso il Centro ricerche dell’Istituto scientifico San Raffaele di Roma, è stato inaugurato il 10 giugno dal Premio Nobel per la Medicina, Prof. Ferid Murad, (docente di Farmacologia alla George Washigton University – nella foto qui sotto -, che è stato insignito del prestigioso  riconoscimento nel 1998 per aver scoperto, insieme ai colleghi Robert Furchgott e Louis Ignarro, le implicazioni della molecola di monossido di azoto nel sistema cardiovascolare). L’importanza delle sofisticate apparecchiature fondamentali per studiare la forma delle cellule, ingrandite milioni di volte, è stata spiegata dal prof. Murad: «In un centro di ricerche come questo, disponendo di attrezzature tecnologiche così sofisticate – ha spiegato_H2A8890 (1) il professor Murad, docente di Farmacologia alla George Washigton University – sarà interesse di tantissimi ricercatori e scienziati di università e istituti da tutto il mondo venire qui per costruire insieme collaborazioni destinate a individuare nuovi processi immunologici per curare, ad esempio, i tumori e molte altre malattie. Così si potrà approfondire, tra l’altro, gli effetti tossici dei farmaci e l’interazione tra molecole, oltre a analizzare gli effetti che ha la riabilitazione a livello molecolare e cellulare. Con questi microscopi molto potenti sarà possibile, tra l’altro, individuare meglio i bersagli terapeutici personalizzati e valutare con indici quantitativi corretti l’effetto delle terapie e il recupero funzionale post cura. Il futuro è molto promettente».

Il “Medical and Experimental Bioimaging Center” (MEBIC) è dotato di strumenti di ultimissima generazione che lo convalidano centro di alta tecnologia per tutto ciò che è “imaging”. Attrezzature acquistate grazie al fondamentale contributo della Fondazione Roma, quali il microscopio a scansione, quello a trasmissione e confocale, che permetteranno di studiare i tessuti e quindi le cellule e le molecole, sia quelle sane che quelle malate. Le immagini di altissima qualità verranno poi archiviate in un enorme database.

Tra gli obiettivi del MEBIC, il principe di tale attività di ricerca sarà quello indagare i meccanismi molecolari e cellulari che si attivano al momento della riabilitazione, sia essa neuromotoria, respiratoria o cardiovascolare. Cosa succede nelle cellule dei nostri muscoli quando vengono sottoposti a riabilitazione? E a quelle dei nostri polmoni e del nostro cuore? Sono alcune delle domande cui cercherà di rispondere, insieme alla sua squadra di ricercatori, il Prof. Matteo Antonio Russo, Presidente del MEBIC nonché Responsabile della Ricerca Clinica dell’Istututo scientifico (IRCCS) San Raffaele Pisana di Roma, che ha spiegato: «Le attività di ricerca del nuovo centro di Microscopia MEBIC si pongono l’obiettivo di analizzare gli effetti che ha la riabilitazione ad un livello molecolare e cellulare.  Lo scopo è migliorare le tecniche riabilitative, le terapie farmacologiche, individuando e capendo a fondo i marcatori di riabilitazione».

«Il Consorzio MEBIC – ha ricordato il Prof. Enrico Garaci, Rettore dell’Università San Raffaele di Roma- nasce dalla volontà e dall’impegno delle nostre università di realizzare un centro di morfologia avanzata, utilizzato dai due Atenei ma aperto alla collaborazione con altre Università e altre istituzioni scientifiche internazionali già individuate nella Washington University di Washington DC, Johns Hopkins University di Baltimora, Ohio State University di Columbus, Hawaii Cancer Center di Honolulu. In tale contesto il centro realizza un valore aggiunto rappresentato dall’accesso alle numerose facilities che possiede la struttura San Raffaele, quali ad esempio l’Università, la Bio – Banca, il Centro del Farmaco e l’IRCCS. Ciò permetterà di realizzare, per esempio, una struttura di tele patologia di diagnostica ultrastrutturale, e di studiare gli effetti tossici dei farmaci a livello ultrastrutturale». «Il MEBIC – ha dichiarato il prof. Giuseppe Novelli, Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata – è un esempio di nuova filosofia della Scienza che mira a facilitare la crescita della conoscenza attraverso un approccio multidisciplinare e complementare».

«Grazie al contributo della Fondazione Roma, la cui presenza attenta e solidale verso le esigenze del territorio si fa sentire soprattutto nel campo della salute e della ricerca scientifica – ha dichiarato il Presidente della Fondazione, Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele – viene oggi posto il sigillo finale ed ufficiale al completamento del Centro hi-tech e che ora viene messo a disposizione della comunità nel pieno delle sue potenzialità. La struttura, infatti, si candida a rappresentare un polo di riferimento per la Microscopia elettronica, che ricopre un peso fondamentale nella ricerca, nella diagnostica e nella formazione, potendo ora intensificare le collaborazioni già in essere con la comunità scientifica, dare ulteriore slancio alla missione didattica delle Università consorziate nella formazione culturale e metodologico-pratica degli operatori nella morfologia high-tech, ed anche, auspicabilmente, di convenzionarsi con il Sistema Sanitario Regionale per la diagnostica ultrastrutturale, che rappresenta il gold standard per alcune patologie e che costituisce un supporto prezioso per rifinire la diagnosi in termini patogenetici, individuare meglio i bersagli terapeutici personalizzati e valutare con indici quantitativi corretti l’effetto delle terapie e il recupero funzionale post cura. Questa iniziativa – ha concluso il Presidente Emanuele – conferma la volontà della Fondazione Roma di investire nel campo della salute e della ricerca, tanto più in una fase così delicata, caratterizzata da tagli governativi crescenti, nonché la  sua capacità di operare efficacemente in sinergia con le realtà più avanzate, anche dal punto di vista metodologico, dell’intero settore».